Sculture lignee nate tra ulivi e memoria: a Cuturella di Cropani la storia di Franco Ligarò, imprenditore agricolo che trasforma il legno in arte, conquistando anche l’apprezzamento dello scultore Luigi Verrino
Sculture lignee che affondano nelle radici della memoria e della terra: è questa l’essenza del percorso umano e creativo di Franco Ligarò, imprenditore agricolo di Cuturella, frazione di Cropani (provincia di Catanzaro), capace di trasformare la semplicità del legno d’ulivo in piccole opere d’arte cariche di significato.
La sua storia nasce lontano dal clamore, tra le colline che degradano verso il fiume Crocchio e il Mar Ionio, quando ancora bambino trascorreva le giornate al pascolo. In quel contesto essenziale e silenzioso, armato solo di un coltellino, iniziò a dare forma al legno: piccoli animali, oggetti quotidiani, figure ispirate alla natura circostante. Un gesto spontaneo, quasi istintivo, che con il tempo si è trasformato in una vera e propria passione artistica.
Crescendo, Franco Ligarò non ha mai abbandonato quell’abitudine. Anche oggi, tra un impegno e l’altro legato alla sua attività nel settore dell’olivicoltura, capita di vederlo scolpire mentre attende qualcuno o si concede un momento di pausa. Il legno resta il suo linguaggio: principalmente ulivo, ma anche pero, noce e altre essenze, lavorate con una manualità affinata negli anni.
Le sue creazioni – che spaziano da pipe decorate a statuine, fino a oggetti più complessi come sedie, chitarre e portabottiglie – non sono destinate al mercato. Ligarò non vende, ma dona. Le sue opere circolano tra familiari, amici e persone a lui vicine, mantenendo così un valore intimo, quasi affettivo, lontano da ogni logica commerciale.
«Per me ancora oggi è un passatempo – racconta con semplicità Franco Ligarò – in passato mentre le pecore pascolavano io intagliavo il legno, così dalle mie mani nascevano gli oggetti, esattamente come faccio oggi ovunque io mi trovi. Non faccio mostre, espongo i miei oggetti in un mio locale, per diletto personale. Non faccio commercio».
Nonostante la sua riservatezza, le sue opere non sono passate inosservate. In alcune occasioni pubbliche, come la festa di San Michele a Cuturella, è stato convinto a esporre i suoi lavori, ricevendo apprezzamenti sinceri. Tra questi, quelli dello scultore Luigi Verrino, che ha avuto modo di osservare da vicino la sua produzione insieme al giornalista Luigi Stanizzi.
Definito da molti un artista naïf, Franco Ligarò incarna un modo autentico di fare arte: senza strategie, senza ambizioni espositive, ma profondamente radicato nella tradizione e nella memoria. Le sue sculture non raccontano solo forme, ma custodiscono frammenti di vita, restituendo intatta la meraviglia di quel bambino seduto sull’erba, intento a dialogare con la natura attraverso il legno.

















