Allarme Coldiretti: il raddoppio dell’olio tunisino minaccia il made in Italy

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olio extravergine d'oliva

Coldiretti Calabria: “Il raddoppio delle importazioni di olio tunisino mette a rischio il made in Italy”

CATANZARO, 4 GEN 2025 – Un allarme chiaro e deciso arriva da Coldiretti Calabria: il possibile raddoppio delle importazioni a dazio zero di olio tunisino rischia di provocare un grave danno all’olio extravergine italiano. In una nota, l’associazione sottolinea come l’aumento di olio straniero a basso costo favorisca pratiche sleali, con parte dell’industria che acquista prodotto estero per spacciarlo come made in Italy, invece di valorizzare l’olio italiano di qualità al giusto prezzo.

David Granieri, vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente di Unaprol, spiega: “Non possiamo permettere che una concorrenza sleale danneggi il mercato e le nostre produzioni di alta qualità. Siamo pronti, con le nostre bandiere gialle e i nostri olivicoltori, a presidiare porti e frontiere, per difendere anche la salute dei cittadini, prevenendo rischi legati a oli spacciati per italiani ma di dubbia provenienza.”

Secondo i dati Coldiretti-Ismea, nei primi nove mesi del 2025 gli arrivi di olio tunisino in Italia sono già aumentati del 38%, causando un crollo dei prezzi dell’extravergine italiano di oltre il 20%. L’olio tunisino viene venduto sotto i 4 euro al litro, esercitando una pressione al ribasso sulle quotazioni italiane e costringendo molti olivicoltori a vendere sotto i costi di produzione.

Coldiretti e Unaprol denunciano come l’Unione Europea favorisca un modello di mercato che premia l’olio estero a basso costo invece delle produzioni agricole distintive italiane. Il governo tunisino ha annunciato negoziati con l’Ue per aumentare il contingente di esportazione agevolata a 100.000 tonnellate annue, in un momento in cui in Italia si producono circa 300.000 tonnellate di olio, se ne consumano 400.000 e se ne esportano altre 300.000.

La conseguenza è un prezzo pagato agli agricoltori calato del 30%, definito da Coldiretti una vera e propria speculazione industriale. L’associazione chiede di moltiplicare i controlli presso le industrie olearie e denuncia pratiche di nazionalizzazione dell’olio straniero attraverso frantoi fantasma, come già accaduto in Toscana, per vendere come italiano prodotto di dubbia provenienza.

“Si tratta di un fenomeno che mette a rischio la sopravvivenza dei produttori agricoli, arricchendo solo i margini dell’industria. Allo stesso tempo, è un pericolo per i consumatori, che rischiano di acquistare un alimento simbolo della Dieta Mediterranea a prezzi stracciati e di qualità inferiore,” sottolinea Granieri.

Coldiretti e Unaprol ribadiscono la necessità di fermare queste pratiche, aumentando i controlli con ICQRF e Guardia di Finanza, e sono pronti a mobilitarsi per proteggere il vero made in Italy, difendendo la qualità e la trasparenza del mercato.

Basta traffici di olio falso, basta speculazioni, basta mettere a rischio un patrimonio agroalimentare riconosciuto come patrimonio immateriale dell’UNESCO. L’industria deve scegliere la qualità e non il prezzo più basso, tutelando così i nostri olivicoltori e i cittadini consumatori,” conclude Coldiretti.