Ondata di gelo nella Sibaritide, agricoltura in ginocchio

freddo, inverno
freddo, inverno

L’ondata di gelo tra fine anno e Capodanno colpisce duramente il comparto ortofrutticolo della Sibaritide: aziende danneggiate, colture compromesse e l’appello alle istituzioni per il riconoscimento della calamità naturale

Un’improvvisa ondata di gelo ha investito la Sibaritide nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, con temperature precipitate abbondantemente sotto lo zero, causando gravi danni al settore ortofrutticolo. Il gelo, eccezionale per intensità e durata, rischia di avere effetti devastanti su produzioni, piante e raccolti, mettendo in seria difficoltà numerose aziende agricole del territorio.

Nelle ultime ore si sono moltiplicate le segnalazioni degli agricoltori, soprattutto dalle aree di Cassano all’Ionio e Sibari, dove il quadro che emerge è allarmante: colture letteralmente bruciate dal freddo, piante compromesse e interi raccolti che potrebbero andare completamente perduti, con conseguenze economiche pesantissime per un comparto già segnato da crisi e rincari.

Di fronte a questa emergenza, il consigliere comunale Stefano Pesce, esponente di Forza Italia e presidente della III Commissione consiliare, ha sollecitato formalmente il sindaco Gianpaolo Iacobini ad attivare con urgenza le procedure necessarie. La richiesta è chiara: avviare, in sinergia con uffici comunali e regionali, una rapida verifica dei danni subiti dalle aziende agricole.

«È indispensabile partire subito con i sopralluoghi tecnici – sottolinea Pesce – per quantificare le perdite e valutare se ci siano i presupposti per richiedere lo stato di calamità naturale». Un passaggio ritenuto fondamentale per poter accedere a ristori economici e misure straordinarie di sostegno.

Il consigliere richiama inoltre la necessità di una risposta istituzionale coordinata, capace di tutelare un settore che rappresenta uno dei pilastri dell’economia locale e dell’intera Piana di Sibari. «Difendere l’agricoltura – conclude – significa difendere il lavoro, il reddito di tante famiglie e l’identità produttiva del territorio. In momenti come questi, le istituzioni devono dimostrare responsabilità e concretezza».