Badolato, “Ciak si beve” ricorda i 40 anni del “paese in vendita”

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“Ciak si beve”, il festival cinematografico di Badolato borgo, ha riportato al centro il tema dello spopolamento, mentre lo scultore Gianni Verdiglione ha dedicato una delle sue pietre parlanti all’allarme lanciato nel 1986

A Badolato, in provincia di Catanzaro, il festival “Ciak, si beve” ha riportato al centro della riflessione il tema dello spopolamento e i 40 anni dal celebre appello del “paese in vendita”. L’edizione 2026 della manifestazione, svoltasi a Badolato borgo il 19 e 20 settembre, è stata anche l’occasione per ricordare una vicenda che nel 1986 portò il piccolo centro calabrese all’attenzione nazionale e internazionale come simbolo della desertificazione dei territori.

Il tema si lega anche alla Giornata dei Nonni, celebrata in Italia il 2 ottobre. Il riferimento alle generazioni più anziane diventa, nella riflessione proposta a Badolato, un modo per guardare ai territori ereditati da chi ha preceduto le generazioni attuali: paesi, città e campagne che fino a circa sessant’anni fa erano intensamente abitati e coltivati e che oggi, secondo l’analisi proposta, devono confrontarsi con abbandono, emigrazione e progressivo spopolamento.

Fu proprio Badolato a lanciare, il 7 ottobre 1986, il drammatico SOS del “paese in vendita”, diventando, secondo la ricostruzione proposta, il primo caso nell’area euro-mediterranea a portare con grande clamore mediatico e internazionale l’allarme sulla desertificazione urbana, territoriale e rurale. Da allora il fenomeno non si sarebbe arrestato: il testo sottolinea come anche oggi il paese continui a perdere abitanti e come l’emigrazione abbia attraversato diverse generazioni.

I numeri riportati rendono evidente la trasformazione demografica di Badolato borgo. Nel censimento del 1951 il paese contava 4.842 abitanti; nel 1986, anno dell’appello del “paese in vendita”, gli abitanti erano circa 800. Oggi, secondo i dati citati nel testo, nel borgo risiedono e dormono 149 persone, comprendendo anche i richiedenti asilo. Una situazione che ha portato a definire questi quarant’anni come un periodo di forte solitudine per il centro storico.

Il tema dello spopolamento è stato affrontato anche attraverso un intervento artistico. Lo scultore badolatese Gianni Verdiglione, autore di circa duecento pietre parlanti e narranti un popolo, ne ha murata una in un luogo ben visibile del borgo, dedicandola proprio al “paese in vendita”. L’opera diventa così un richiamo concreto alla vicenda iniziata quattro decenni fa.

L’iniziativa si inserisce nella riflessione portata avanti dall’Università delle Generazioni, che invita in particolare calabresi e scuole a visitare Badolato non soltanto per conoscerne il patrimonio artistico, ma anche per confrontarsi con il fenomeno dello spopolamento che interessa numerosi piccoli comuni italiani ed europei.

Il riferimento riguarda in particolare i circa 5 mila piccoli comuni della dorsale alpina e appenninica italiana, oltre a migliaia di altri centri presenti nel resto d’Europa, indicati nel testo come territori esposti a un progressivo impoverimento demografico e sociale. La riflessione partita da Badolato quarant’anni fa viene quindi riproposta come questione ancora aperta, mentre nuove generazioni continuano a lasciare i territori e altri flussi migratori arrivano ai confini europei.