Girifalco, irregolarità nell’isola ecologica: denunciate due persone (VIDEO)

Discarica di Girifalco: emerse gravi irregolarità su sicurezza e igiene

Un articolato servizio di controllo condotto dai Carabinieri della Compagnia e della Stazione di Girifalco, insieme ai militari della Stazione Carabinieri Forestale, ha portato alla luce numerose irregolarità all’interno dell’isola ecologica del comune. L’ispezione, svolta nella mattinata del 27 agosto, aveva l’obiettivo di monitorare il regolare svolgimento delle attività con particolare attenzione alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza dei lavoratori, due ambiti ritenuti fondamentali in un settore delicato come quello della gestione dei rifiuti.

Secondo quanto emerso, la situazione riscontrata dai militari si è rivelata tutt’altro che conforme agli standard previsti dalla normativa. Le verifiche hanno infatti portato al deferimento del titolare dell’impresa appaltatrice e del responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro, entrambi chiamati a rispondere di presunte omissioni nella vigilanza e nel rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza. In particolare, agli indagati viene contestato di non aver adottato le misure necessarie per garantire condizioni operative adeguate agli impiegati, esponendoli così a rischi evitabili.

Durante il sopralluogo, i Carabinieri hanno rilevato che gli operatori lavoravano in condizioni igienico-sanitarie non idonee. Lo stato dei luoghi è stato definito “censurabile”: gli impianti non risultavano sottoposti a regolare pulizia, mancava la segnaletica di sicurezza prevista dalle normative vigenti e l’area mostrava segni evidenti di incuria. Una situazione giudicata incompatibile con la natura dell’attività svolta e con la tutela minima dell’ambiente di lavoro.

Particolarmente grave è emerso anche il quadro relativo ai servizi destinati al personale. Gli addetti non disponevano di servizi igienici adeguati, né di dispositivi di protezione individuale, spogliatoi dedicati o indumenti protettivi da conservare separati dagli abiti civili. Una condizione che, secondo gli inquirenti, avrebbe comportato un’esposizione diretta e continuativa a un ambiente potenzialmente insalubre.

L’intervento dei Carabinieri nasce dall’esigenza di garantire un adeguato standard di sicurezza in un settore essenziale come quello del trattamento dei rifiuti, tutelando non solo gli operatori ma anche gli utenti del servizio. La finalità dell’azione ispettiva è stata definita dagli stessi militari come un’attività volta soprattutto alla prevenzione, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su un comparto che richiede rigore, organizzazione e rispetto delle normative ambientali e lavorative.