Al Senato della Repubblica, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, presentato il convegno nazionale promosso dall’Associazione Borghi da Ri..vivere: amministratori, istituzioni e mondo accademico a confronto su una nuova agenda per i borghi calabresi, tra sviluppo locale, servizi essenziali, giovani e coesione territoriale
Il progetto dei Borghi calabresi è stato al centro del convegno nazionale “Borghi di Calabria in Ascolto – Dialoghi per una nuova agenda territoriale”, svoltosi il 1° aprile nella prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato della Repubblica a Roma, su iniziativa della senatrice calabrese Clotilde Minasi.
L’incontro, promosso dall’Associazione Borghi da Ri..vivere, che riunisce ventisei comuni della regione Calabria insieme al supporto del G.A.L. Serre Calabresi, nasce dal percorso avviato con il “Manifesto di Squillace”, firmato nel 2025 a Squillace, e costruito per mettere in rete i territori interni su temi chiave come sviluppo locale, digitalizzazione, cohesione territoriale, nuove economie e contrasto allo spopolamento.
Al centro del progetto c’è una visione unitaria dei borghi calabresi, non più periferie isolate ma nodi di una strategia nazionale che punta a trasformare fragilità strutturali in opportunità: turismo di ritorno, welfare di prossimità, infrastrutture materiali e immateriali, politiche giovanili e innovazione sociale.
Durante il convegno, moderato dalla giornalista e autrice televisiva Mariangela Petruzzelli, è stato ribadito come i borghi calabresi rappresentino un patrimonio identitario e produttivo fondamentale, ma ancora esposto a criticità come spopolamento, carenza di servizi e marginalità economica. L’obiettivo condiviso è quello di costruire una rete stabile tra istituzioni locali e governo centrale, capace di tradurre le proposte in politiche concrete.
A sottolineare il valore politico dell’iniziativa è stata la senatrice Clotilde Minasi, che ha evidenziato la necessità di trasformare i borghi in luoghi abitabili e attrattivi attraverso interventi su infrastrutture, servizi e incentivi al rientro nei piccoli centri. Nel suo intervento ha ribadito la centralità di una visione integrata capace di generare nuove economie locali e turismo sostenibile.
Il presidente dell’Associazione Borghi da Ri..vivere, Giovanni Renda, ha invece rimarcato la natura operativa del progetto, nato come percorso condiviso tra sindaci e comunità locali e oggi approdato nelle sedi istituzionali nazionali. Al centro, la richiesta di tavoli permanenti di confronto per garantire continuità alle politiche sui borghi calabresi.
Ampio spazio è stato dato anche al tema del turismo delle radici, rilanciato dalla collaborazione con la CIM – Confederazione Italiani nel Mondo, rappresentata da Federico Conte, che ha sottolineato il ruolo delle comunità italiane all’estero come risorsa strategica per il ripopolamento e la rinascita dei territori.
Nel corso delle quattro sessioni tematiche del convegno, sindaci, esperti e rappresentanti istituzionali hanno affrontato nodi cruciali: dalla mobilità alla sanità, dalla scuola alla digitalizzazione, fino al ruolo delle nuove generazioni e delle imprese locali. Tra gli interventi, quello del sindaco di Civita (CS) Alessandro Tocci, che ha raccontato esperienze di rigenerazione economica e culturale nei piccoli comuni, e quello del sindaco di Scigliano (CS) Raffaele Pane, focalizzato su servizi essenziali e centralità delle comunità locali.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla trasformazione economica dei territori interni, con esempi di imprese innovative e progetti culturali capaci di invertire il trend dello spopolamento. Emblematico il caso di San Floro (CZ), citato attraverso l’esperienza imprenditoriale di Miriam Pugliese, che ha riportato attività produttive legate alla seta e alla filiera tessile nel territorio calabrese.
Nel dibattito è emersa inoltre la necessità di rafforzare le reti istituzionali multilivello e di superare la frammentazione amministrativa, rendendo i borghi calabresi protagonisti di una programmazione condivisa tra enti locali, Regione e governo nazionale.
La giornata si è conclusa con un impegno condiviso: trasformare il “Manifesto di Squillace” in un percorso istituzionale stabile, attraverso l’attivazione di tavoli tecnici permanenti e strumenti operativi in grado di monitorare e attuare le politiche di sviluppo per i borghi calabresi, con l’obiettivo dichiarato di costruire un modello replicabile su scala nazionale.


















