La Calabria si conferma tra le regioni italiane più attive sul fronte del turismo sostenibile e della tutela ambientale
La Calabria rafforza la propria presenza nella mappa nazionale del turismo ambientale e della valorizzazione costiera grazie ai risultati emersi dalla nuova edizione della guida “Il Mare più bello 2026”, presentata a Venezia da Legambiente e Touring Club Italiano in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.
Anche se nessuna località calabrese ha raggiunto il massimo riconoscimento delle Cinque Vele, la regione ottiene comunque risultati significativi con ben 48 tratti costieri premiati tra una e quattro vele, confermando la qualità paesaggistica e ambientale di numerose aree marine distribuite lungo l’intero territorio regionale.
A distinguersi maggiormente sono state sei località insignite delle Quattro Vele. Nel Cosentino figurano Amendolara, Corigliano Rossano e Diamante, mentre nella provincia di Reggio Calabria emergono Roccella Jonica e Scilla. Nel Vibonese, invece, il riconoscimento è andato a Tropea, da anni simbolo del turismo balneare calabrese.
Accanto ai risultati legati alla qualità delle acque e alla sostenibilità turistica, la Calabria si è fatta notare soprattutto per l’impegno nella tutela della fauna marina. Sono infatti 19 i Comuni calabresi entrati nella rete nazionale dei “Comuni Amici delle Tartarughe Marine”, progetto promosso da Legambiente nell’ambito del programma europeo Life TURTLENEST.
Un dato che colloca la regione al secondo posto in Italia, subito dopo la Campania, per numero di amministrazioni impegnate nella protezione della Caretta caretta e degli ecosistemi costieri.
Tra i Comuni coinvolti figurano Scalea, Tortora, Stalettì, Guardavalle, Palizzi, Villa San Giovanni, Ricadi, Parghelia, Tropea, Diamante e numerose altre realtà costiere che hanno adottato misure specifiche per favorire la nidificazione delle tartarughe marine e limitare l’impatto umano sulle spiagge.
Le iniziative messe in campo riguardano la pulizia manuale degli arenili, la riduzione dell’inquinamento luminoso, il monitoraggio dei nidi e attività di sensibilizzazione rivolte sia ai cittadini che agli operatori turistici.
Secondo Legambiente, la crescente attenzione verso la sostenibilità rappresenta una risposta concreta agli effetti della crisi climatica, che sta modificando sempre di più le abitudini turistiche e la gestione dei territori costieri.
“La crisi climatica, con temperature sempre più bollenti e l’aumento degli eventi meteo estremi, sta ridisegnando anche la scelta delle vacanze”, ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
Nella guida 2026 trovano spazio anche itinerari naturalistici, escursioni nell’entroterra e percorsi legati a un turismo lento e sostenibile, pensati per valorizzare non soltanto le spiagge ma anche i paesaggi interni e le tradizioni locali.
Grande attenzione è stata riservata inoltre ai temi della biodiversità e della protezione degli habitat naturali, con iniziative dedicate sia alla conservazione delle tartarughe marine sia alla salvaguardia del fratino, specie simbolo degli ambienti dunali.
Per Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, il risultato ottenuto dalla regione rappresenta un segnale incoraggiante per il futuro del turismo sostenibile calabrese.
“Anche quest’anno la Calabria dimostra di possedere un patrimonio costiero di straordinario valore ambientale e paesaggistico”, ha affermato Anna Parretta.
La guida “Il Mare più bello” fotografa così una Calabria che, pur non raggiungendo ancora il vertice delle Cinque Vele, continua a investire nella qualità ambientale, nella tutela del mare e in un modello turistico sempre più orientato alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio.


















