Perché la Calabria trema? Storia e cause dei terremoti nella regione
BELVEDERE MARITTIMO (CS) – La Calabria ha registrato nella notte una nuova scossa di terremoto, la terza nelle ultime 24 ore. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il sisma di magnitudo 2.2 è avvenuto alle 4.49 sulla fascia tirrenica, all’altezza di Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza.
Ieri, due precedenti scosse erano state avvertite tra Bova Marina e Lamezia Terme, senza causare danni significativi.
Le autorità locali ricordano che si tratta di fenomeni naturali di lieve intensità, ma invitano comunque la popolazione a mantenere comportamenti prudenti e a seguire le consuete norme di sicurezza in caso di terremoti.
Terremoto e sismicità: perché la terra trema in Calabria?
La Calabria è una delle regioni italiane più esposte al rischio sismico, soprattutto lungo la fascia tirrenica e la costa ionica. Questo perché si trova in una zona di confine tra la placca africana e quella eurasiatica: il movimento delle placche provoca tensioni nella crosta terrestre che si scaricano in terremoti, spesso di piccola o media intensità.
Storicamente, la regione ha conosciuto eventi molto forti: uno dei più gravi fu il terremoto del 1783, che colpì l’area di Reggio e della Locride, causando migliaia di vittime e distruzioni estese. Anche nel XX e XXI secolo si sono verificati sismi rilevanti, come quello del 1905 a San Giovanni in Fiore o quello del 1971 a Lamezia Terme.
Oggi, grazie alla rete dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), è possibile monitorare continuamente l’attività sismica, rilevando anche scosse di magnitudo molto bassa, come quella di stanotte a Belvedere Marittimo.
In generale, la Calabria continua a registrare numerosi piccoli terremoti che raramente causano danni, ma che ricordano l’importanza della prevenzione e della conoscenza del rischio sismico nella regione.
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