Casignana, la Villa Romana protagonista delle Giornate FAI d’Autunno

Eliana Carbone, Antonio Crinò, Franco Crinò, Titty Curinga
Eliana Carbone, Antonio Crinò, Franco Crinò, Titty Curinga

Il sito archeologico di Casignana, in provincia di Reggio Calabria, ha accolto i visitatori il 10 e 11 ottobre per la quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno. Al centro delle visite, i mosaici romani, il progetto di un percorso archeologico nella Locride e la valorizzazione del borgo medievale

La Villa Romana di Casignana (RC), celebre per i suoi mosaici, è stata tra i luoghi protagonisti della quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, svoltesi il 10 e 11 ottobre 2026. L’iniziativa, promossa dalla Delegazione FAI Locride e Piana, guidata dall’avvocata Titty Curinga, è stata organizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di far conoscere più da vicino uno dei patrimoni archeologici più significativi della Calabria.

Nella giornata dell’11 ottobre, nell’area degli scavi, si sono ritrovati l’avvocata Titty Curinga, l’ex senatore Franco Crinò, oggi presidente del Consiglio comunale di Casignana, l’ingegnere Antonio Crinò, entrambi impegnati nella promozione del sito, l’archeologa e delegata FAI Margherita Milanesio e l’avvocata Eliana Carbone, opinionista culturale.

Proprio Carbone ha richiamato l’importanza di coinvolgere anche i giovani nella conoscenza del patrimonio storico e artistico locale: «L’iniziativa della Delegazione FAI della Locride e della Piana di valorizzare e divulgare ancora di più l’importanza del sito archeologico della Villa Romana di Casignana e del patrimonio storico e artistico del bellissimo Borgo di Casignana tramite e soprattutto con il contributo dei giovani volontari è ammirevole perché riuscire a fare conoscere le nostre radici significa dare un futuro alla nostra bellezza».

Curinga ha spiegato la scelta della Villa Romana come sede dell’iniziativa, sottolineandone il valore storico e culturale: «Abbiamo scelto questo luogo per svolgere le Giornate FAI d’Autunno 2026 perché è un gioiello di arte e di cultura dell’Epoca Romana ed è un simbolo assolutamente unico dell’Italia Meridionale. Questo luogo rappresenta arte, cultura ed è soprattutto scoperta perché è una Villa che va attenzionata di giorno in giorno».

Nel suo intervento, Franco Crinò ha ricordato il lavoro svolto negli ultimi anni per accrescere la notorietà del sito, ormai oggetto di attenzione anche da parte di programmi e televisioni nazionali e regionali. Tra le iniziative in corso figura il progetto del Percorso Romano, pensato per collegare la Villa di Casignana ad altri luoghi di interesse storico della zona.

L’idea è creare un itinerario che permetta ai visitatori di proseguire la scoperta del territorio raggiungendo, tra gli altri luoghi, il Casino Macrì di Locri e i palmenti utilizzati in passato per la produzione del vino greco. La presenza di vigneti e il legame con gli antichi commerci consentirebbero di approfondire anche il contesto economico nel quale si inseriva la residenza romana. L’obiettivo è mettere in relazione più attrazioni per rafforzare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio della Locride.

Sulla necessità di proseguire le attività di tutela e ricerca si è soffermato anche Antonio Crinò, che ha ribadito l’importanza di continuare la divulgazione, portare avanti i progetti già avviati e avviare quanto prima una nuova campagna di scavi. La parte della Villa finora riportata alla luce, ha spiegato, rappresenterebbe soltanto una porzione limitata del complesso: l’area attualmente interessata dagli scavi misura circa 6.000 metri quadrati, a fronte di un’area archeologica complessiva di 15 ettari.

L’ingegnere ha inoltre riferito della presenza di diversi progetti sviluppati in collaborazione con università, con l’intento di ampliare la conoscenza del sito. La Villa Romana viene indicata come il più importante sito di archeologia romana della Calabria e tra i più rilevanti del Sud Italia.

Un altro obiettivo è rafforzare la collaborazione tra i luoghi archeologici della Locride. In quest’ottica, il 30 ottobre e il 1° novembre 2026, alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum, sarà presentato un progetto che candida la Locride a capitale italiana del turismo. La proposta mette in rete la Villa Romana di Casignana, il Casino Macrì di Locri, il Teatro Romano di Marina di Gioiosa, la Villa Romana del Naniglio a Gioiosa Jonica e il Teatro Romano di Portigliola.

A completare gli interventi è stata l’archeologa Margherita Milanesio, che ha illustrato il valore storico dei mosaici e le informazioni che restituiscono sulla società romana del IV secolo d.C. Secondo quanto riferito, la residenza sarebbe appartenuta a un magistrato di grande rilievo ed era composta da venticinque stanze con mosaici. Tra le opere spicca un pavimento che raffigura il Trionfo indiano di Dioniso, particolarmente significativo sia per gli elevati costi che avrebbe comportato la sua realizzazione, sia per il livello culturale necessario a riconoscerne il significato.

Le visite guidate non si sono limitate all’area archeologica. Al termine del percorso nella Villa Romana, la Delegazione FAI Locride e Piana ha accompagnato i visitatori anche nel borgo medievale di Casignana. Qui le opere pittoriche della Chiesa di San Rocco, la Casa di Padre Bonaventura e il panorama dal Palazzo Moscatello hanno offerto un ulteriore itinerario alla scoperta della storia e delle testimonianze artistiche del paese.