Catanzaro: che fine ha fatto il pesce pettine?

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pesce pettine

Ci troviamo nel cuore di maggio, mese dedicato alla pesca sportiva e amatoriale.

Purtroppo quest’anno, il pesce pettine risulta assente dal carniere dei pescatori.

Il noto esemplare, vive vicino alla riva e si nasconde sotto la sabbia, ha la caratteristica di essere pescato durante tutto il corso dei mesi caldi.

I primi esemplari iniziano a far capolino nel corso di maggio, ma quest’anno ancora non si è vista neanche l’ ombra.

Colpa sicuramente di una temperatura mutevole e poco in linea con la stagione.

È un pesce pregiato, molto buono da mangiare fritto, ha delle carni bianche, delicate, con pochissime lische.

Va ghiotto per i crostacei, infatti il gambero è l’esca utile per la sua cattura.

Dotato di denti molto aguzzi, i pescatori e gli appassionati conoscono molto bene il suo temibile morso.

Nelle nostre acque nuotano anche degli esemplari di buona pezzatura che possono essere arrostiti direttamente sulla griglia.

Di questo pesce non si butta via nulla, gli antichi non lo squamavamo neppure prima di mangiarlo, infatti le sue squame morbide diventavano un tutt’uno con la pelle, croccante e saporita.

Il suo colore è inconfondibile, arancione acceso anche se alcuni esemplari, abbastanza voluminosi tendono al verde intenso.

Insomma un pesce dai più apprezzati in tutta la Calabria: da Catanzaro a Tropea, da Soverato a Praia a mare, ovunque nella terra bagnata dai due mari si mangia il famoso pettine.

Il suo valore commerciale è elevato, viene venduto a circa 20 euro al chilo, naturalmente ci riferiamo al prodotto locale.

Noto con il nome popolare di “surice” per via della sua dentatura, accompagna le lunghe cene estive dei calabresi.

Rimaniamo in attesa di poter raccontare grandi fritture di pesce pettine, in compagnia di un buon calice di vino, per appagare gusto e il palato di calabresi e turisti.

Davide Oliverio