Catanzaro, quanto costa vivere in città? Il confronto premia il capoluogo calabrese
Catanzaro si conferma una delle città italiane dove il costo della vita risulta più contenuto. A fotografare la situazione è una rilevazione del Codacons, elaborata sui dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, che mette a confronto 33 voci di spesa tra prodotti alimentari e servizi di uso quotidiano.
Nel capoluogo calabrese il paniere complessivo raggiunge circa 474 euro, una cifra nettamente distante dai quasi 693 euro registrati a Milano, in cima alla graduatoria delle città più costose. All’estremo opposto si trova Napoli, con una spesa di circa 402 euro, mentre Palermo si ferma a 464 euro.
Il dato diventa ancora più significativo osservando la sola componente alimentare. A Catanzaro servono mediamente 149 euro per acquistare i prodotti considerati dall’indagine, tra carne, pesce, frutta, verdura e altri generi di consumo. Una cifra superiore soltanto a quella di Napoli, 140 euro, e inferiore ai circa 170 euro di Bari e Palermo e agli oltre 200 euro rilevati in diverse città del Centro-Nord.
Servizi, il divario aumenta
È soprattutto sul fronte dei servizi che emergono le differenze più marcate tra i territori. A Milano la spesa complessiva per le prestazioni analizzate arriva a circa 491 euro, mentre a Napoli scende a 262 e a Palermo a 292 euro.
Il confronto comprende numerose attività della vita quotidiana, dal dentista al veterinario, dal cinema al lavaggio dell’auto. Anche la pizzeria restituisce un quadro favorevole a Catanzaro: il costo medio rilevato è di 10,35 euro, contro i quasi 15 euro di Bolzano.
Tra gli altri esempi emerge il settore veterinario: per la toelettatura di un cane a Catanzaro la spesa si aggira sui 24 euro, in linea con Bari e decisamente al di sotto dei valori registrati nelle città più care.
La fotografia restituita dal Codacons racconta dunque un’Italia caratterizzata da forti differenze territoriali. Per Catanzaro, il posizionamento nella fascia delle città più convenienti rappresenta un elemento distintivo, soprattutto in una fase nella quale il peso delle spese quotidiane continua a incidere sui bilanci delle famiglie

















