Presentato il progetto del Parco di Savutano: promessa o realtà? (VIDEO)

Savutano, tra annunci e realtà: il parco che Lamezia aspetta da dieci anni

L’EDITORIALE «L’obiettivo che abbiamo con Paolo Mascaro è quello di unire le due città per divenire più forti come area centrale della Calabria e contare di più a livello regionale». Con queste parole il presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, ha aperto la conferenza stampa dedicata alla presentazione del progetto del Parco della Biodiversità di Savutano.
Un incontro dal tono solenne, nel quale lo stesso Abramo ha sottolineato: «Rinforzare la città della Piana, investire su questa, significa irrobustire la Provincia».

Belle parole, certo. Ma a Lamezia Terme c’è chi queste frasi le ascolta da oltre dieci anni, con la pazienza ormai logorata da promesse non mantenute e da un parco rimasto, nel tempo, poco più di un’idea incompiuta.

Lo ha ricordato con chiarezza Salvatore De Biase, già presidente del consiglio comunale: «Dopo dieci anni di impegni e di promesse mancate, possiamo davvero credere che stavolta sarà diverso?». Una domanda che suona come un monito, perché il Parco di Savutano è da sempre al centro di proclami, annunci e sopralluoghi, ma mai di una svolta concreta.

Eppure il progetto è importante, e lo è davvero: un polmone verde al cuore della città, vicino al Comune, all’ospedale, alla Scuola Agraria, in un quartiere moderno come Savutano. Un’opera che darebbe respiro e centralità a un’area strategica, capace di valorizzare il Piano Api come vero centro direzionale di Lamezia.

Ma i dubbi restano, e non a caso. Perché Abramo e la Provincia hanno ribadito che la realizzazione del parco dipenderà dalla vendita di beni immobili provinciali: un vincolo che sa di déjà-vu, un copione già visto, che rischia di allungare ulteriormente i tempi o, peggio, di condannare il progetto a restare nel limbo delle incompiute.

Lamezia, però, non può più permetterselo. Non si tratta solo di un parco: si tratta della credibilità delle istituzioni, della capacità di trasformare gli impegni in cantieri veri, di rispettare una comunità che chiede fatti e non slogan.

È qui che nasce il nodo centrale: il parco come simbolo. Simbolo di una politica che o saprà riscattarsi, dimostrando di rispettare la città, oppure confermerà di non aver imparato nulla da dieci anni di promesse vuote.

Sarà realtà o resterà l’ennesima incompiuta? Lamezia non vuole più attendere. Adesso servono i fatti. Ai posteri, l’ardua sentenza.