Raccolta differenziata a Catanzaro: i dati ISPRA e la sfida di Alli

Raccolta differenziata
Raccolta differenziata

Dal Rapporto ISPRA dati incoraggianti per la raccolta differenziata a Catanzaro, ma la vera partita si gioca sulla qualità del riciclo e sul rilancio strategico del polo di Alli, tra impianti, costi e responsabilità condivise

La raccolta differenziata resta il cuore della sfida ambientale e Catanzaro, secondo l’ultimo Rapporto ISPRA sui rifiuti, parte da una posizione tutt’altro che marginale. Nel quadro di un’Italia che procede a velocità diverse, con forti squilibri tra Nord e Sud, il capoluogo calabrese registra nel 2024 una percentuale vicina al 69%, superiore alla media nazionale, a quella del Mezzogiorno e di molte grandi città. Un risultato che, come sottolinea l’assessora all’Ambiente Irene Colosimo, va letto come un segnale positivo, ma non come un traguardo definitivo.

Il dato, infatti, racconta solo una parte della storia. La vera questione oggi non è soltanto quanto si differenzia, ma come lo si fa. Lo evidenzia con chiarezza lo stesso ISPRA: una raccolta differenziata di bassa qualità, segnata da errori di conferimento e materiali non idonei, riduce il riciclo reale e aumenta gli scarti. Migliorare la qualità significa rendere il sistema più efficiente, più equo e realmente sostenibile.

In questo scenario entra in gioco un nodo decisivo: gli impianti. Le esperienze più virtuose, ricordano ISPRA e Il Sole 24 Ore, sono quelle sostenute da una rete impiantistica solida. Per Catanzaro questo si traduce in una priorità chiara e concreta: il polo tecnologico di Alli. La sua riattivazione e modernizzazione rappresentano una scelta strategica, non solo tecnica ma profondamente politica. Senza un impianto funzionante, la raccolta differenziata rischia di perdere valore ambientale ed economico.

Accanto alle infrastrutture, c’è il fattore umano. La qualità della raccolta differenziata dipende dai comportamenti quotidiani dei cittadini. Per questo l’amministrazione ha puntato su una campagna di sensibilizzazione dal linguaggio diretto, coinvolgendo volti noti e realtà sportive della città, con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza e la cura del bene comune.

C’è poi un aspetto che incide direttamente sulla vita delle famiglie: i costi. Catanzaro si colloca oggi tra le città con la TARI più bassa d’Italia, un risultato legato all’equilibrio tra buone percentuali di raccolta e contenimento delle spese. Una differenziata fatta meglio significa meno rifiuti da smaltire, meno costi e la possibilità concreta di mantenere la tassazione su livelli sostenibili.

La transizione ecologica, conclude Colosimo, non è uno slogan astratto. È un percorso che passa dalla qualità della raccolta differenziata, dal rilancio dell’impianto di Alli e dalla partecipazione consapevole dei cittadini. Solo così Catanzaro può costruire un futuro più pulito, più giusto e anche più conveniente per tutti.