Intervento dei Carabinieri Forestali in località Balzano, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Lamezia Terme. Contestate irregolarità ambientali, gestione di fanghi industriali e abusi edilizi in un’area vincolata.
CATANZARO, 1 NOV 2026 – Un impianto di trattamento di materiali inerti è stato sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza a Maida, in provincia di Catanzaro, nell’ambito di un’operazione dei Carabinieri Forestali del Nucleo di Girifalco, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme.
Il provvedimento riguarda il sito produttivo situato in località Balzano ed è il risultato di ulteriori accertamenti avviati dopo due arresti in flagranza eseguiti nei giorni precedenti. Le verifiche, condotte anche con la collaborazione dell’Ufficio tecnico comunale, erano finalizzate a controllare la regolarità amministrativa e gestionale dell’impianto.
Le contestazioni: acque reflue, fanghi e opere edilizie
Secondo quanto riportato nel comunicato dei Carabinieri Forestali, l’impianto sarebbe risultato privo della prescritta Autorizzazione unica ambientale (AUA) e presenterebbe diverse criticità, anche in relazione alla sua ubicazione in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico.
Tra le presunte violazioni rilevate figurano scarichi di acque reflue di lavaggio nel fiume Amato, riconducibili, secondo gli accertamenti, a vasche di decantazione irregolari e prive di adeguata impermeabilizzazione. I militari avrebbero inoltre riscontrato il deposito di fanghi industriali direttamente sul terreno, una condotta potenzialmente in grado di favorire la contaminazione del sottosuolo.
Ulteriori contestazioni riguardano la presenza di manufatti realizzati, secondo gli investigatori, senza i necessari titoli edilizi e autorizzazioni paesaggistiche. Sono inoltre in corso approfondimenti sulla provenienza di ingenti quantitativi di materiali inerti accumulati nell’area, che potrebbero essere collegati ad asportazioni non autorizzate dall’alveo del fiume.
Sequestrato l’intero sito produttivo
Alla luce del rischio di aggravamento delle conseguenze ambientali, i Carabinieri Forestali hanno proceduto al sequestro dell’impianto di frantumazione, delle opere edilizie contestate, dei cumuli di inerti e fanghi industriali e delle vasche di chiarificazione ritenute non conformi.
Il gestore dell’impianto è stato denunciato in stato di libertà alla Procura di Lamezia Terme. Le ipotesi di reato riguardano la normativa ambientale, edilizia e paesaggistica. Il sequestro preventivo è stato successivamente convalidato dal GIP di Lamezia Terme.
L’operazione, sottolineano i Carabinieri Forestali, è il risultato del coordinamento tra forze investigative, autorità giudiziaria e amministrazione comunale, con l’obiettivo di tutelare l’ecosistema fluviale e la salute pubblica.
Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: i provvedimenti adottati nella fase delle indagini non implicano responsabilità accertate. La posizione dell’indagato dovrà essere valutata nelle sedi competenti e un’eventuale colpevolezza potrà essere dichiarata soltanto con una sentenza definitiva.

















