Nel borgo di Aieta, in provincia di Cosenza, confronto storico e identitario tra l’opinionista culturale Eliana Carbone e l’amministrazione comunale all’interno del Palazzo Rinascimentale, simbolo di Medioevo e Rinascimento nel Parco del Pollino
Aieta, borgo della provincia di Cosenza riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia e inserito nel Parco Nazionale del Pollino, è stato al centro di un significativo incontro culturale svoltosi nei giorni scorsi all’interno del suo Palazzo Rinascimentale. Protagonisti del confronto l’opinionista culturale Avv. Eliana Carbone e l’assessore ai Servizi tecnologici del Comune, Eugenio Carlomagno, in rappresentanza dell’amministrazione guidata dal sindaco Pasquale De Franco.
Durante l’incontro è emersa con forza la centralità storica di Aieta, uno dei più antichi insediamenti calabresi, le cui origini risalgono all’VIII-IX secolo con la presenza dei monaci basiliani. Un borgo che custodisce una stratificazione culturale profonda, testimoniata dal centro storico medievale, dalle chiese e dal maestoso palazzo che domina l’abitato.
Nel corso del dialogo, l’Avv. Carbone ha sottolineato il valore simbolico del nome stesso del paese, legato alla dominazione bizantina, e il ruolo di Aieta come tappa fondamentale in un percorso di riscoperta delle radici calabresi. “Aieta era una tappa obbligata nel mio viaggio tra i borghi della Calabria per la riscoperta delle nostre antiche radici”, ha spiegato, ricordando l’etimologia greca del termine aetòs, ovvero aquila, presente anche nello stemma comunale.
L’opinionista ha poi ripercorso l’evoluzione storica dell’abitato, dalle origini sul Monte Calimaro fino allo sviluppo dell’attuale borgo, soffermandosi sui principali luoghi di culto e sugli edifici nobiliari. “Aieta Vetere si trovava sul Monte Calimaro già dal periodo degli Enotri… qui tutto ci evoca Medioevo e Rinascimento”, ha evidenziato, citando la Chiesa madre di Santa Maria della Visitazione, risalente al XII secolo.
A intervenire successivamente è stato l’assessore Eugenio Carlomagno, che ha ricostruito la storia architettonica del Palazzo Rinascimentale, nato come fortezza medievale e trasformato nel tempo in residenza nobiliare. “Il Palazzo Rinascimentale di Aieta è ricco di storia, tale da perdersi nella notte dei tempi”, ha dichiarato, ricordando le famiglie feudatarie che si sono succedute e il riconoscimento a monumento nazionale ottenuto nel 2013.
A chiudere l’incontro, una riflessione finale dell’Avv. Carbone sul valore identitario del borgo: “Oggi ho trovato qui un Borgo immerso nel silenzio ed incastonato nella pietra, un posto bellissimo dove tutto parla di Medioevo e Rinascimento”.


















