Gerace, il borgo si trasforma in laboratorio creativo con “Best Artist in Gerace”
GERACE (RC), 30 settembre 2025 – Si è conclusa con una conferenza stampa e una restituzione pubblica la prima edizione di Best Artist in Gerace, progetto di residenze artistiche che per una settimana ha animato il borgo calabrese, tra i più belli d’Italia.
Dal 24 al 30 settembre ventiquattro artisti e artiste provenienti da diverse aree geografiche e discipline hanno vissuto e lavorato negli spazi storici della città, trasformando chiese, cripte, botteghe e piazze in luoghi di creazione e scambio. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Gerace e curata da PRS Impresa Sociale nell’ambito del PNRR “Gerace Porta del Sole” – Intervento 9 “Artinborgo e Festival Il Borgo Incantato”.
Due workshop, due sguardi sul borgo
I partecipanti sono stati coinvolti in due percorsi complementari: Radici Vive, condotto dall’artista romana Alessandra Carloni con Giuseppe Gallace, e Visioni Millenarie, guidato dal ricercatore visivo Ahmad Nejad insieme allo stesso Gallace.
Il primo laboratorio ha esplorato natura, saperi e tradizioni locali, mentre il secondo ha indagato l’identità profonda del borgo, tra storia, luoghi sacri e leggende. Dall’esperienza sono nati 23 progetti artistici, intrecciati al tessuto sociale e architettonico di Gerace e destinati a proseguire il loro percorso anche oltre i confini regionali: le opere saranno infatti presentate a Torino, a Paratissima Art Fair, in occasione della Art Week (29 ottobre – 2 novembre).
Un’esperienza trasformativa
Gli artisti tutor hanno sottolineato il valore dell’iniziativa. “Le idee iniziali si sono trasformate in forme nuove e inattese, arricchite dall’ascolto del territorio” ha raccontato Alessandra Carloni. Per Ahmad Nejad, invece, il vero punto di forza è stato “il legame umano e creativo con la comunità, che ha permesso a ciascun artista di lasciare tracce destinate a durare nel tempo”.
Il valore per la comunità
Soddisfazione anche da parte delle istituzioni locali. L’assessora alla Cultura Marisa Larosa ha evidenziato come il progetto abbia restituito ai cittadini una nuova prospettiva sul borgo: “Gli artisti ci hanno ricordato che spesso rischiamo di dare per scontati i valori del nostro territorio. Con il loro sguardo hanno rivelato angoli nascosti e storie dimenticate, rafforzando il legame identitario della comunità e aprendo Gerace a un dialogo internazionale”.


















