Cultura Arbëreshe, Calabria e Albania unite dal documentario La Lingua del Cuore

Erald Bakalli, Sonia Golemme, Pjeter Guralumi
Erald Bakalli, Sonia Golemme, Pjeter Guralumi

La cultura Arbëreshe al centro del dialogo tra Calabria e Albania: a Tirana presentato il documentario Gjuhë e Zemrës – La Lingua del Cuore, progetto di Sonia Golemme, tra identità, lingua e arte performativa

La cultura Arbëreshe diventa ponte simbolico e reale tra Calabria e Albania, rinsaldando un legame storico che attraversa secoli e confini. È stato presentato a Tirana, all’Università delle Arti, il documentario Gjuhë e Zemrës – La Lingua del Cuore, un progetto che racconta la memoria, la lingua e l’identità delle comunità Arbëreshe, ancora oggi profondamente radicate nel Sud Italia e in particolare in Calabria, con un forte riferimento al territorio di Catanzaro e della sua provincia.

Il lavoro è ideato e promosso da Sonia Golemme, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, e nasce dall’esigenza di restituire voce a una sopravvivenza culturale che passa prima di tutto attraverso la lingua madre. Ospite dell’Ateneo albanese, Golemme ha presentato il documentario a studenti e docenti, sottolineando il valore di una storia condivisa che non si è mai interrotta, ma continua a trasformarsi. «Voglio esprimere la mia più profonda gratitudine all’Università delle Arti di Tirana per la straordinaria accoglienza e per avermi offerto il prestigioso spazio di presentare agli studenti e ai docenti il progetto documentario», ha dichiarato. «Il progetto nasce dal bisogno di documentare una sopravvivenza culturale: quella di chi, come me, si riconosce orgogliosamente nell’identità Arbëreshe e vede nella lingua la prima forma di libertà e appartenenza».

Nel corso dell’incontro, la docente ha ringraziato il rettore Erald Bakalli e il docente Pjeter Guralumi per il sostegno offerto all’iniziativa, evidenziando come il documentario si muova lungo una linea narrativa che unisce passato e presente, resistenza e lingua, senza mai separare le due sponde dell’Adriatico. «Il cuore del progetto oscilla lungo una linea narrativa sospesa su un mare che non divide, ma diventa il riflesso di una storia comune», ha spiegato, ricordando anche il contributo di Alert Celoaliaj, coordinatore della Facoltà di Arti Sceniche, e di Elida Rapti, storica dell’arte e psicologa. «Il confronto e lo scambio di idee con loro sono stati una fonte di arricchimento culturale sulla base del valore universale della fratellanza».

La tappa di Tirana è stata anche l’occasione per presentare il Metaverso Performing, realizzato da Sonia Golemme nell’ambito del progetto Performing, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso i fondi del PNRR. Un’esperienza digitale che affianca il linguaggio artistico tradizionale e che sarà protagonista della seconda edizione del festival Performing, in programma a Catanzaro nel mese di marzo, segnando la conclusione di due anni di attività.