I cinque capoluoghi di provincia calabresi lavoreranno insieme a un cartellone coordinato dedicato al teatro grazie a un finanziamento regionale di 1,2 milioni di euro, con ulteriori risorse destinate alla comunicazione
La Giunta comunale di Catanzaro, presieduta dal sindaco Nicola Fiorita, ha approvato lo schema di convenzione con la Regione Calabria per la realizzazione del Festival teatrale regionale della Calabria, finanziato attraverso il POC Calabria 2014/2020 – azione 6.7.1, nell’ambito dell’intervento progettuale “Festival”. Con la stessa deliberazione, l’esecutivo ha autorizzato il primo cittadino alla sottoscrizione dell’intesa.
L’approvazione dello schema rappresenta il passaggio necessario per dare concretezza alla costruzione di un cartellone regionale coordinato, capace di mettere in rete le realtà teatrali e culturali dei cinque capoluoghi di provincia: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Le cinque città, considerate per infrastrutture e caratteristiche territoriali nodi centrali del sistema culturale calabrese, saranno coinvolte all’interno di un unico progetto dedicato al teatro.
Il finanziamento regionale ammonta complessivamente a 1 milione e 200 mila euro, con una ripartizione in parti uguali tra i cinque capoluoghi. A questa somma si aggiungono 50 mila euro destinati alla comunicazione unitaria, che resteranno sotto la gestione della Regione Calabria.
Il progetto nasce da un percorso avviato circa tre anni fa, quando da Palazzo De Nobili era stata proposta l’idea di costruire una rete tra i teatri calabresi. L’iniziativa ha progressivamente raccolto l’adesione delle altre amministrazioni coinvolte e trovato un confronto istituzionale con la Regione, in particolare con l’Unità Organizzativa Autonoma “Sviluppo Sistemi Culturali”.
Gli assessori comunali Donatella Monteverdi e Salvatore Bullotta, in una nota congiunta, hanno espresso soddisfazione per l’approvazione della convenzione, ricordando il percorso che ha portato alla definizione del progetto e rivolgendo un ringraziamento all’ufficio regionale che ha seguito l’iter fino all’approdo a “Festival”.
«si tratti di un qualcosa destinato a lasciare un segno nella vicenda calabrese. Il capoluogo, la città metropolitana e i tre capoluoghi di provincia, che hanno condiviso una linea di politica culturale con lo scopo di parlare a una voce sola con i livelli di governo superiori è un segnale di unità, bello e importante, lanciato ai calabresi perché segnale di taglio diametralmente opposto alla logica delle divisioni e dei campanilismi», affermano Monteverdi e Bullotta.
Secondo i due assessori, il progetto non si limita alla programmazione degli spettacoli, ma punta a costruire una vera azione di sistema nel settore culturale. L’intento è rendere più agevole il rapporto tra le amministrazioni e i livelli di governo superiori e, allo stesso tempo, favorire un maggiore equilibrio territoriale nell’accesso alle opportunità culturali.
Nel progetto rientra anche l’obiettivo di migliorare l’offerta rivolta al pubblico e rendere più sostenibile la gestione delle strutture culturali e degli spazi artistici, i cui costi rappresentano, secondo quanto evidenziato nella nota, una difficoltà crescente per gli enti.
«In sintonia con gli orientamenti espressi dal ministero della Cultura, infatti, – aggiungono gli assessori – abbiamo inteso dare vita a un’azione di sistema che renda più agevole non solo il dialogo interistituzionale con i livelli di governo superiori ma anche la concreta operatività attraverso un maggiore riequilibrio territoriale».
Tra gli obiettivi indicati figurano inoltre la possibilità di dare spazio alla pluralità dei linguaggi artistici e di ampliare la partecipazione dei cittadini alla vita culturale, con una particolare attenzione alle giovani generazioni.
«L’intesa che ha portato a “Festival” – conclude la nota di Monteverdi e Bullotta – ha creato quindi le condizioni di base per puntare a obiettivi importanti, come dare spazio alla pluralità dei linguaggi artistici o ampliare la partecipazione dei cittadini, i giovani in particolare, ai consumi culturali».


















