Kipling, i miei primi romanzi e una poesia che non si dimentica

Ricordando Rudyard Kipling, il talento che seppe dare voce all’Impero e all’Umanità

«In considerazione del potere dell’osservazione, dell’originalità dell’immaginazione, la forza delle idee ed il notevole talento per la narrazione che caratterizzano le creazioni di questo autore famoso nel mondo.» (Motivazione del Premio Nobel)

Oggi, 18 gennaio, anniversario della sua scomparsa, desidero ricordare sulle pagine di Calabria Magnifica un autore che considero tra i più sorprendenti e limpidi narratori della modernità: Joseph Rudyard Kipling.

Un genio precoce e riconosciuto

Kipling fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1907, a soli 41 anni, diventando il più giovane e il primo scrittore di lingua inglese ad ottenerlo. Dopo la morte, avvenuta a Londra il 18 gennaio 1936, le sue ceneri furono deposte nel Poets’ Corner dell’Abbazia di Westminster, accanto ai giganti della letteratura britannica.

Nato a Bombay nel 1865, Kipling crebbe immerso nei colori e nei contrasti dell’India britannica — un’esperienza che lasciò un’impronta indelebile sulla sua produzione.
Dal suo genio sarebbero nati titoli destinati a diventare classici senza tempo, come: The Jungle Book (1894–1895); Kim (1901); Capitani coraggiosi (1897) e Just So Stories (1902)

Ed è proprio a questo punto che mi permetto una parentesi personale.

Ricordo ancora i primi romanzi di Kipling che lessi quando ero ragazzino e che ancora custodisco nel mio archivio personale: Kim e Capitani Coraggiosi. I volumi sono ancora lì, un pochino ingialliti ma integri, quasi come testimoni silenziosi di una stagione di scoperte formative. È curioso come certi libri ci accompagnino: non solo li abbiamo letti, ma ci hanno letto, ci hanno formati e segnati.

Una poesia che non smette di parlarci

Accanto al narratore, c’è il poeta. E proprio oggi, risfogliando pagine e memorie, mi è tornata in mente una poesia di Kipling che considero fra le più potenti mai scritte: Se (If).

Ebbi il piacere di leggerla tempo fa in uno dei miei programmi radiofonici, e colgo l’occasione per rispolverarla in nome di questo grande autore che ricordiamo.
Alcuni testi non invecchiano: Kipling è uno di quelli che restano.

In occasione della Giornata della Poesia, la recitai in diretta dalla storica Radio Catanzaro Centro, una mattina qualunque, senza grosse pretese, quasi all’ultimo minuto, e proprio per questo in modo spontaneo, come capita quando la cultura non è programmata ma succede.

Invito i lettori a guardare il video allegato, dove la poesia prende voce e respiro, con la sua naturalezza.

Un uomo complesso, e per questo vero

Non fu soltanto uno scrittore di talento, ma un uomo immerso nella sua epoca. Giornalista, reporter, osservatore, viaggiatore, poeta della modernità e — come l’Impero che raccontò — complesso, contraddittorio, controverso.
Henry James, che di scrittori se ne intendeva, disse di lui: «Kipling mi colpisce come il più completo uomo di genio che io abbia mai conosciuto.»

Un’eredità che continua a vibrare

La cultura popolare non ha mai smesso di frequentarlo: Disney, Hollywood, la fantascienza, lo scautismo (dove Il libro della giungla è ancora oggi riferimento dei lupetti).
A distanza di quasi un secolo dalla morte, il mondo continua a leggerlo, adattarlo e citarlo.
Non tutti gli scrittori hanno questo privilegio: molti vengono studiati, pochi vengono ricordati, pochissimi vengono riletti.

Oggi, 18 gennaio, commemorare Kipling significa non solo ricordare il Nobel, ma riconoscere il poeta che seppe dire agli uomini — bambini e adulti — cosa significa crescere, confrontarsi, diventare.

Ed è bello farlo sulle pagine di Calabria Magnifica.

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