
La ricerca AFAM protagonista a Catanzaro: dal convegno nazionale dell’Accademia di Belle Arti emerge un progetto che unisce arte, storia e diplomazia culturale, riportando alla luce la figura di Antonio Dattilo Rubbo e il dialogo tra Italia e Australia
La ricerca artistica AFAM si conferma spazio di connessione tra saperi, territori e culture. È questo uno dei messaggi centrali emersi dal convegno nazionale “Ecosistemi del sapere sensibile – Nuovi orizzonti dell’AFAM”, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, che ha offerto uno sguardo concreto sulle potenzialità della ricerca artistica come strumento di produzione di conoscenza e di apertura internazionale.
Tra i contributi più seguiti, il progetto presentato dall’Accademia di Belle Arti di Napoli, dedicato alla missione di ricerca in Australia sulle tracce di Antonio Dattilo Rubbo, artista napoletano di fine Ottocento, formatosi in Italia e divenuto figura chiave nello sviluppo culturale australiano. Lo studio, curato dai docenti Federica De Rosa, Luigi Barletta e Fabio Dell’Aversana – quest’ultimo anche co-coordinatore scientifico del convegno – ha mostrato come la ricerca artistica possa farsi indagine storica, pratica curatoriale e diplomazia culturale.
La missione, sostenuta dal Consolato Generale d’Italia a Sydney, guidato dal Console Generale Gianluca Rubagotti, si è intrecciata con la mostra “Maestri: Influences from Italy to Australia” presso la Manly Art Gallery & Museum, restituendo Dattilo Rubbo come emblema di uno scambio culturale capace di attraversare oceani e generazioni. Un percorso che racconta l’arte come linguaggio comune e veicolo di relazioni tra Paesi.
Nato a Napoli nel 1870, Dattilo Rubbo emigrò nel Continente Nuovissimo nel 1897, lasciando un’impronta decisiva nella scena artistica locale e partecipando alla fondazione della stessa Manly Art Gallery & Museum. La ricerca AFAM presentata a Catanzaro ha ricostruito questa traiettoria attraverso fonti d’archivio, attività espositive, incontri accademici e momenti di divulgazione culturale, mettendo in luce il ruolo storico della formazione artistica italiana nei processi di contaminazione internazionale.
Nel dibattito, il progetto è stato indicato come esempio virtuoso di internazionalizzazione della ricerca AFAM, capace di coniugare rigore scientifico, valorizzazione del patrimonio e creazione di reti istituzionali. Le attività svolte tra Sydney, Manly e Brisbane, in collaborazione con la National Art School, l’Istituto Italiano di Cultura e realtà accademiche locali, si inseriscono nel quadro delle politiche di internazionalizzazione sostenute dal Pnrr, rafforzando il ruolo delle Accademie come protagoniste della cooperazione culturale globale.















