Pasolini, cinquant’anni dopo: l’Italia ricorda il poeta che sfidò il suo tempo

Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini

Pasolini, cinquant’anni dopo: LaC accende i riflettori sul suo viaggio in Calabria

A mezzo secolo dall’assassinio di Pier Paolo Pasolini all’Idroscalo di Ostia, l’Italia si raccoglie attorno alla figura di uno dei più inquieti e lucidi intellettuali del Novecento. Da nord a sud, un calendario fitto di appuntamenti celebra la vastità del suo patrimonio culturale – poesia, cinema, critica, giornalismo – e la forza di un pensiero che ancora oggi interroga il Paese.

Concerti, incontri, proiezioni e approfondimenti scandiscono queste giornate commemorative, con iniziative in tutta la Penisola. Domani sera, la Scuola Normale di Pisa inaugura un ciclo di eventi che si protrarrà fino al 15 dicembre. A dare il via sarà il cantautore Fabrizio Consoli, accompagnato dal fisarmonicista jazz Fausto Beccalossi, con un concerto ispirato alle liriche pasoliniane. Seguiranno, lunedì, la lectio del professor Massimo Fusillo, «Un linguaggio onirico e barbarico. Pasolini e il cinema», e la proiezione del capolavoro Teorema (1968).

La Calabria e il “cosmo sacro” di Pasolini

Se tutta l’Italia rende omaggio al poeta, un tributo particolarmente sentito arriva dalla Calabria. Network LaC propone infatti una speciale dedicata al viaggio etnografico che Pasolini compì lungo la costa calabrese nel 1959: un’esperienza fondamentale, nella quale l’autore colse l’anima più profonda e arcaica della regione.

In quell’occasione, Pasolini descrisse la Calabria come un «cosmo pre-capitalista», affermando che «la miseria è ancora sacra»: una frase destinata a entrare nella memoria collettiva e che restituisce lo sguardo poetico e antropologico con cui osservò territori e volti del Sud.

Cinque anni più tardi, fu ancora la Calabria a trasformarsi in set naturale per Il Vangelo secondo Matteo, scelto per l’«affinità strutturale» tra i suoi paesaggi essenziali e le figure bibliche. Il tributo di LaC, dunque, non è solo commemorazione ma recupero di un rapporto profondo, fatto di immagini, ricerca e identità culturale.

Libri, dibattiti e verità ancora da chiarire

A Pesaro, domani pomeriggio alle 17, la libreria Il Catalogo ospiterà la presentazione del saggio In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia di Paolo Desogus, docente alla Sorbona. Con lui dialogherà il poeta Gianni D’Elia, i cui versi accompagnano il volume. L’obiettivo: rimettere al centro «quel legame tra ricerca espressiva e dimensione politica che ha permesso a Pasolini di interrogare l’umano».

Intanto, il mistero attorno alla morte del poeta continua a nutrire il dibattito culturale. Nel libro La lunga notte dell’Idroscalo, Daniele Piccione torna sulla tragica notte tra l’1 e il 2 novembre 1975, mettendo in discussione la versione ufficiale e suggerendo l’ombra di possibili mandanti politici dietro l’omicidio attribuito al giovane Giuseppe Pelosi.

Cinquant’anni dopo, l’eco della voce pasoliniana non si affievolisce. Anzi: risuona potente proprio nei luoghi e nei linguaggi che egli attraversò, tra cinema e scrittura, denuncia sociale e memoria popolare.

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