Premio Sila ’49, memoria e antifascismo al centro del dibattito

Premio Sila ’49, memoria e antifascismo al centro del dibattito
Premio Sila ’49, memoria e antifascismo al centro del dibattito

Il Premio Sila ’49 celebra a Camigliatello Silano la memoria della storica Marta Petrusewicz e ospita il confronto tra Tomaso Montanari ed Enzo Paolini sul tema della continuità del fascismo nella politica contemporanea, tra cittadinanza, diritti, identità e democrazia

La memoria storica, il valore della ricerca e il dibattito sui rischi della deriva democratica sono stati al centro della seconda giornata conclusiva della XIV edizione del Premio Sila ’49, ospitata a Camigliatello Silano, nel comune di Spezzano della Sila (CS). Un appuntamento che ha intrecciato riflessione civile, cultura e attualità politica attraverso due momenti intensi: l’omaggio alla storica Marta Petrusewicz e il dialogo pubblico tra Tomaso Montanari ed Enzo Paolini.

Nella sede della Fondazione Premio Sila, il pomeriggio si è aperto con il ricordo della studiosa polacca, figura di riferimento della storiografia contemporanea, alla quale è stata ufficialmente intitolata la sezione dedicata alla saggistica del premio.

Ebrea, polacca, italiana ed europea, Marta Petrusewicz rappresenta una delle intellettuali più significative del secondo Novecento. Costretta a lasciare Varsavia alla fine degli anni Sessanta a causa delle persecuzioni del regime comunista, trovò in Italia e successivamente in Calabria un luogo in cui proseguire la propria attività di studio e ricerca.

A restituirne il profilo umano e accademico sono stati studiosi e docenti provenienti da diversi atenei italiani ed europei. Tra questi Magdalena Wrana, direttrice dell’Accademia Polacca delle Scienze di Roma, che ha ripercorso il forte legame mai interrotto tra la storica e il suo Paese d’origine.

Nata a Varsavia nel 1948, Petrusewicz fu protagonista delle proteste studentesche del 1968 e venne costretta all’esilio durante la campagna antisemita promossa dal regime polacco dell’epoca. Un’esperienza che avrebbe profondamente segnato il suo percorso umano e scientifico.

A ricordarla anche Paolo Perri dell’Università della Valle d’Aosta, Leandra D’Antone della Sapienza Università di Roma e Paul Corner dell’Università di Siena, Fellow della Royal Historical Society.

Il lavoro di Petrusewicz ha contribuito a ridefinire l’interpretazione storica del Mezzogiorno d’Italia, liberandolo da letture stereotipate e inserendolo all’interno di un più ampio studio comparato delle periferie europee, tra Polonia, Irlanda, Norvegia e Sud Italia.

A sintetizzare la sua eredità morale e culturale sono state le parole della storica Irena Grudzińska-Gross, che l’ha descritta come una donna capace di stare sempre “dalla parte dei più deboli”.

La seconda parte della giornata ha invece assunto i toni del confronto politico e culturale con il dialogo tra Tomaso Montanari ed Enzo Paolini dedicato al volume “La continuità del male”, pubblicato da Feltrinelli.

Il rettore dell’Università per Stranieri di Siena ha sviluppato una riflessione sul rapporto tra fascismo storico e destra contemporanea, sostenendo l’esistenza di una continuità politica, culturale e simbolica che attraverserebbe il Novecento fino ad arrivare all’attuale classe dirigente italiana.

Il confronto ha toccato temi centrali del dibattito pubblico contemporaneo: cittadinanza, identità nazionale, diritti civili, ruolo delle donne, razza e concentrazione del potere politico.

Secondo Montanari, la continuità non si manifesterebbe in un generico “fascismo eterno”, ma in una rete concreta di riferimenti, figure politiche e narrazioni che collegherebbero la Repubblica Sociale Italiana alle forze della destra attuale.

«Si possono mettere i nomi di tutte le persone che uniscono i fascisti di oggi e i fascisti di ieri. Non è saltata una maglia», ha affermato Tomaso Montanari nel corso del dibattito.

Tra i passaggi affrontati durante la discussione anche il tema della “sostituzione etnica”, il concetto di nazione come “comunità di destino” e la ridefinizione del ruolo femminile all’interno del discorso politico contemporaneo.

Particolarmente acceso il confronto sulla recente proposta di legge elettorale con premio di maggioranza al 70%.

«Su questa legge elettorale dobbiamo fare le barricate», ha dichiarato Montanari, richiamando il valore della difesa democratica e costituzionale.

A chiudere la serata è stato Enzo Paolini, che ha invitato il pubblico a mantenere alta l’attenzione sul tema della memoria storica e della partecipazione civile.

«Dire la verità sui fascismi e sui fascisti e prepararci a esercitare quel nonviolento diritto di resistenza che Giuseppe Dossetti avrebbe voluto in Costituzione. È vitale, è urgente. Imparare ad amare le persone diverse da noi, uguali nei diritti e uniche, irripetibili, incontrollabili e libere nella loro meravigliosa diversità», ha concluso Paolini.

La XIV edizione del Premio Sila ’49 si concluderà oggi a Palazzo Arnone di Cosenza con la lectio magistralis di Paolo Fresu, insignito del Premio alla Carriera 2026, seguita dalla cerimonia finale di premiazione.