Il 4 e 5 settembre SENSEABLE porta a Villa Genoese Zerbi artisti, ricercatori, studenti e professionisti per due giornate dedicate al rapporto tra arte, intelligenza artificiale, tecnologie digitali e trasformazioni della società
Il SENSEABLE, simposio sulle arti elettroniche promosso dalla Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, torna per la sua terza edizione il 4 e 5 settembre 2026. Per due giornate, Villa Genoese Zerbi ospiterà incontri, mostre, performance e momenti di ricerca aperti al pubblico, mettendo a confronto artisti, ricercatori, studenti e professionisti provenienti dal territorio e da realtà nazionali e internazionali.
Il progetto nasce dall’idea del simposio come spazio di confronto e condivisione, riprendendo la tradizione dell’antica Grecia per trasferirla nel presente e creare un dialogo tra arte, scienza, tecnologie e contesto sociale. Il percorso è sviluppato all’interno dell’Accademia di Belle Arti e attraverso la collaborazione con HER: She Loves Data, centro di ricerca dedicato all’incontro tra dati, computazione, arte e design, e con O1k0s, impegnata nell’analisi dell’impatto delle nuove tecnologie sui processi artistici e sulla comunicazione. Alla realtà reggina CLEF APS, attiva nell’ambito della musica e della produzione culturale contemporanea, è affidato invece il contributo alla sezione musicale e al rapporto con il territorio. La collaborazione con Villa Genoese Zerbi, luogo simbolico di Reggio Calabria, amplia ulteriormente il progetto verso la città, trasformando gli spazi della villa in un luogo di produzione e diffusione della cultura contemporanea.
Il programma prende il via venerdì 4 settembre alle 18:30 con Narrazioni algoritmiche, mostra internazionale di videoarte generativa che riunisce 19 artisti provenienti da differenti contesti internazionali: Yasamin Aharipour, Citron | Lunardi, Francesco D’Isa, Emanuele Dainotti, Samuel Hernandez De Luca, Federico Federici, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico (AOS), Robin Kane, Natalie Kaplan, Maria Carmela Macrì, Chiara Moresco, Sierra Renee (JuuJuuMama), Michele Rinaldi, Kenneth Russo, Suzanne Schneider, Dhaval Shah & Nishtha Shailajan, The Klimate, Tristan Zand e Antonio Zappone. L’esposizione affronta le nuove modalità narrative generate dall’incontro tra autori e sistemi intelligenti, presentando l’intelligenza artificiale come uno spazio aperto di possibilità nel quale immagini, memorie, dati, corpi e narrazioni vengono sottoposti a continue trasformazioni.
Alle 20:00 seguirà il talk Hackatao: culture phygital, NFT e identità digitali, curato da Matilde De Feo e Clara Michetti. Protagonista sarà il duo Hackatao, tra i pionieri della crypto art internazionale, che parteciperà all’incontro online attraverso i propri avatar digitali per discutere dell’evoluzione dell’arte nel rapporto tra dimensione fisica e digitale.
La seconda giornata, sabato 5 settembre, inizierà alle 18:30 con Il Sud artificiale, installazione/performance nata dal lavoro dei partecipanti alla Summer School dello Stretto insieme al collettivo di artisti e ricercatori Numero Cromatico. Il workshop mette in relazione immagini, materiali e tracce raccolte durante il percorso, concentrandosi sui limiti degli algoritmi e su quelle aree della realtà che continuano a sottrarsi ai loro sistemi di rappresentazione.
Alle 19:30 spazio a Human Not Found, conversazione collettiva dedicata al ruolo dell’essere umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Interverranno Giacomo Tufano, Paola Bommarito e Matilde De Feo, curatori dell’Osservatorio di ricerca 404 Human Not Found, insieme agli artisti Francesco D’Abbraccio, Oriana Persico e Numero Cromatico e alle ricercatrici reggine Josephine Condemi e Debora Pizzimenti.
La parte finale della serata sarà dedicata alla musica. Alle 21:30, KIHM presenterà Cyber Eutopia, performance audiovisiva che combina le composizioni elettroniche del musicista Alessio Calivi con i visual del digital artist Antonio Zappone, sviluppando una ricerca sul rapporto tra immaginazione e tecnologie digitali. Alle 22:30 sarà LOREM a chiudere il simposio con una performance sonora costruita attorno alla relazione tra tecnologie emergenti, processi computazionali e dimensione rituale. Voce, suoni sintetici, ritmi e frammenti musicali si sovrapporranno in un’esperienza immersiva nella quale il linguaggio della macchina dialoga con forme arcaiche di trance.
“Quest’anno SENSEABLE arriva alla sua terza edizione. Per noi rappresenta il consolidamento di un percorso che la Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte ha costruito negli ultimi tre anni attraverso ricerca, sperimentazione e collaborazioni con realtà diverse. Abbiamo scelto di dedicare questo appuntamento alle arti elettroniche perché crediamo che siano un terreno privilegiato per comprendere e interrogare le trasformazioni tecnologiche contemporanee”, affermano Paola Bommarito e Giacomo Tufano, Curatela e Coordinamento del progetto SENSEABLE. “Il Simposio è il momento in cui il lavoro che facciamo dentro le aule e i laboratori dell’Accademia esce fuori: le ricerche, le pratiche e le domande sviluppate durante tutto l’anno vengono condivise con la città e messe in relazione con altri artisti, ricercatori e con il pubblico. Si tratta di costruire occasioni perché la ricerca possa entrare in relazione con il territorio e generare nuove forme di confronto. Per questo SENSEABLE non guarda alle tecnologie come semplice innovazione tecnica, ma come strumenti capaci di trasformare il modo in cui immaginiamo, raccontiamo e interpretiamo il presente. Non vogliamo offrire risposte definitive sulle tecnologie, ma costruire le condizioni per poterle interrogare collettivamente. Abbiamo scelto di costruire SENSEABLE come una costellazione, perché crediamo che oggi fare ricerca significhi anche mettere in relazione competenze, pratiche e prospettive differenti, senza necessariamente ricondurle a un’unica posizione. Il progetto cresce attraverso le relazioni che attiva”.


















