La mostra a Catanzaro trasforma l’esperienza della malattia in racconto condiviso, restituendo voce, dignità ed emozioni a bambini, famiglie e operatori dei luoghi di cura
La mostra “Storie di stra-ordinarianormalità” sarà inaugurata sabato 10 gennaio alle 10.30 nel Cenacolo dell’I.T.T.S. “E. Scalfaro” e che proseguirà al Palazzo delle Esposizioni “Ex Stac”, dove resterà aperta al pubblico fino al 31 gennaio. Un percorso che racconta la malattia senza enfasi, mettendo al centro la vita così com’è, attraversata da fragilità, relazioni e forza silenziosa.
La mostra nasce dall’esperienza diretta di bambini, adolescenti, giovani adulti e famiglie seguiti dal reparto di Ematoncologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro, diretto dalla dottoressa Maria Concetta Galati. Un’esperienza collettiva che si traduce in immagini, parole e segni capaci di mostrare come i luoghi di cura possano diventare anche luoghi di vita, di espressione e di riconoscimento umano.
Promossa dall’associazione Libera-mente, l’iniziativa si inserisce in un progetto realizzato con il sostegno del Commissario straordinario Simona Carbone, in collaborazione con ACSA & STE – Ente del Terzo Settore, e con il patrocinio di numerose istituzioni sanitarie, culturali e accademiche del territorio. Una rete che testimonia come la cura non sia solo atto clinico, ma responsabilità condivisa.
Referenti del progetto sono la dottoressa Ilenia Sabato, psicologa e psicoterapeuta, che ha accompagnato il percorso emotivo e relazionale, e la dottoressa Noemi Doria, filologa, che ha lavorato con i ragazzi sull’uso delle parole e sulla costruzione delle narrazioni. Ne emerge un itinerario che attraversa le principali risposte emotive agli eventi critici: incredulità, paura, rabbia, tristezza, fino alla gioia, restituite senza filtri e senza finzioni.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è il dottor Giuseppe Raiola, direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’Azienda “Renato Dulbecco”, che evidenzia come “Storie di stra-ordinaria normalità” rappresenti «un modo autentico per dare spazio alle storie che abitano i reparti, riconoscendo la dignità delle emozioni e il valore del percorso umano accanto a quello clinico».
Sulla stessa linea la dottoressa Maria Concetta Galati, che richiama l’importanza di uno sguardo integrale sulla persona: «Dietro ogni diagnosi c’è una storia, una famiglia, una quotidianità fatta di paura ma anche di coraggio. Questa mostra aiuta a non perdere l’umanità della cura».


















