Rosanna Scopelliti emoziona raccontando il padre e le drammatiche ore del delitto
BOTRICELLO (CZ), 18 MAG 2018 – Un evento emozionante e ricco di significato ha coinvolto ieri Botricello: la “Giornata dedicata ad Antonino Scopelliti”, promossa dall’Amministrazione comunale, dall’Istituto comprensivo locale e con la collaborazione della Fondazione Antonino Scopelliti, ha visto la partecipazione di studenti, docenti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni locali.
La manifestazione ha rappresentato un momento di confronto e di memoria, dedicato alla figura di Antonino Scopelliti, magistrato e uomo ucciso dalla mafia il 9 agosto 1991. L’incontro è stato introdotto e moderato dal vicesindaco Simone Puccio.
Tra i momenti più intensi, il racconto di Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato, che ha ripercorso la vita del padre, le esperienze professionali e le drammatiche ore del delitto. Con grande sensibilità ha dichiarato: “Questa è un’iniziativa che va oltre la cerimonialità. Dopo la travagliata vita amministrativa di questa città è importante mettere un punto e andare a capo per fare in modo che Botricello torni ad essere quello che è: una comunità che ha il coraggio di dire no alle infiltrazioni e alle mafie”.
Particolarmente commovente il ricordo della figlia: “Il magistrato è una persona che fa il suo lavoro come chiunque altro, non è un supereroe. Prima del maxi processo contro Cosa nostra, mio padre ricevette un’offerta di cinque miliardi di lire per chiudere un occhio. Lui rifiutò, firmando così la sua condanna a morte”.
Rosanna ha raccontato anche la sera del 9 agosto 1991, quando la consueta telefonata del padre non arrivò, segnando l’inizio di un dolore che la famiglia avrebbe portato per sempre. Sullo sfondo, la figura di Totò Riina e gli accordi tra Cosa nostra e ‘ndrangheta che portarono all’uccisione di Scopelliti: “Lavando l’accordo con il sangue di mio padre”.
La figlia ha poi ricordato gli anni dell’infanzia segnati dalla paura: “Quand’ero piccola non mi portavano nel passeggino, ma in una grande borsa rossa per non far vedere che esistevo, trasformandomi in un possibile bersaglio”.
Sul tema della lotta alla ‘ndrangheta, Rosanna ha sottolineato che iniziative come queste sono fondamentali per educare alla legalità e dire no alle infiltrazioni.
La vita del magistrato è stata testimoniata anche dal giudice Giuseppe Valea, presidente della Seconda sezione penale del Tribunale di Catanzaro, che ha ricordato il rigore professionale, il sacrificio e la dedizione di Scopelliti: “Scopelliti non amava particolarmente le interviste, lavorava in silenzio. Perché la mafia si è accanita contro di lui? Perché non tutti i magistrati sono uguali. Lui avrebbe potuto aderire al patto corruttivo, ma ha detto di no”.
Anche Rosaria Altilia, esperta del tribunale di Sorveglianza, ha portato la sua testimonianza, evidenziando la grande attenzione di Scopelliti per la qualità umana delle persone, sottolineando che nessun giudice decide a cuor leggero.
Infine, don Rosario Morrone, la dirigente scolastica e il sindaco Michelangelo Ciurleo hanno ricordato l’importanza del progetto, inserito nel Piano triennale dell’offerta formativa, che rafforza la collaborazione tra scuola e Amministrazione comunale, promuovendo la memoria e la cultura della legalità

















