Catanzaro-Siracusa 3-1 — Auteri: «Abbiamo dominato, ma dobbiamo crescere nella lettura delle partite»
Catanzaro, sala stampa — Al termine della vittoria per 3-1 contro il Siracusa, mister Gaetano Auteri tira un bilancio netto: soddisfatto per la prestazione collettiva, critico su alcuni aspetti mentali e tattici e visibilmente infastidito per l’arbitraggio e le ammonizioni ricevute.
«Abbiamo fatto una buona partita, siamo cresciuti», ha detto Auteri davanti ai giornalisti. Il tecnico ha sottolineato come la squadra abbia messo in campo “tante cose positive” sia a livello collettivo sia individuale, ma abbia anche mostrato limiti nella lettura delle situazioni di gioco: «Dobbiamo sempre tenere la concentrazione alta… a volte siamo stati frettolosi, poco altruisti, poco pratici negli ultimi venti minuti».
Auteri ha elogiato la crescita del gruppo — «è un gruppo che ha qualità» — ma ha richiamato i calciatori all’attenzione nei momenti in cui la partita poteva essere chiusa definitivamente: «Le partite vanno lette», ha ribadito. Secondo il mister, il gioco e l’atteggiamento non devono cambiare, ma la squadra deve diventare più pratica e concentrata.
Sul futuro immediato — due gare importanti prima della sosta — Auteri si è mostrato fiducioso: «La squadra cresce e continuerà a farlo; dal punto di vista fisico siamo bene». Tuttavia ha avvertito che il valore degli avversari cambia e che saranno necessari gli stessi atteggiamenti vincenti.
La nota che ha acceso maggiormente la sua voce riguarda l’arbitraggio. Auteri ha manifestato forte irritazione per le ammonizioni ricevute: «Mi arrabbio perché non va bene così». Ha contestato decisioni che, a suo dire, hanno pesato sull’economia del campionato e hanno privato la squadra di punti: «Sicuramente ci mancano dei punti e i motivi li conosciamo bene». Ha poi lamentato l’eccessiva sanzione nonostante una prestazione, a suo dire, nettamente superiore sul campo.
In chiusura, il tecnico ha ribadito il percorso di crescita intrapreso: «Possiamo migliorare — sul piano collettivo, dei principi di gioco e individuale — e questo ci permetterà di vincere le partite». Ma ha anche espresso frustrazione per questioni extra-calcistiche che, a suo avviso, continuano a penalizzare la squadra: «Non ne possiamo più».
Sintesi: partita convincente del Catanzaro, tecnico soddisfatto ma attento a correggere i dettagli pratici e mentali; sullo sfondo, il malumore per alcune scelte arbitrali che Auteri ritiene discutibili e che — secondo lui — hanno già inciso sul rendimento in classifica.
Catanzaro, doppietta d’oro di Fischnaller: «Una vittoria meritata, serviva anche per il morale»
Protagonista assoluto della serata, Manuel Fischnaller commenta con lucidità e soddisfazione la vittoria del Catanzaro per 3-1 sul Siracusa, impreziosita da una sua doppietta. L’attaccante giallorosso, autore di una prestazione brillante, ha sottolineato l’importanza del successo e la crescita del gruppo.
«Abbiamo fatto un’ottima partita dal primo al novantesimo minuto — ha dichiarato Fischnaller —. Dopo il 3-0 forse potevamo gestire meglio, invece abbiamo preso subito il 3-1 e in quei momenti può succedere di tutto. Ma siamo stati bravi a riportarla a casa, è una vittoria importantissima e pienamente meritata».
«Sul primo gol uno schema provato in allenamento»
Fischnaller ha raccontato con entusiasmo le due reti che hanno deciso il match: «Il primo gol è frutto di un movimento che provavamo ogni giorno con il mister, un inserimento da dietro su scambio corto. È stata un’azione bellissima. Sul secondo, invece, è stato bravo Flan a ripartire subito in contropiede: la palla lunga, lo stop perfetto… sì, c’è stata anche un po’ di fortuna, ma ogni tanto ci vuole anche quella».
«Una doppietta che mi dà fiducia»
L’attaccante altoatesino ha ammesso di vivere un momento di ritrovata fiducia dopo qualche settimana complicata:
«Vengo da un periodo in cui non avevo fatto benissimo, quindi questi due gol mi danno morale. Io sono molto critico con me stesso, lo so quando non rendo come voglio. Ultimamente mi mancava un po’ di brillantezza mentale, anche se fisicamente stavo bene. Ma stiamo lavorando tutti con grande intensità e oggi si è visto».
Fischnaller ha voluto sottolineare anche la forza del gruppo: «Siamo una squadra unita, si è visto anche con Giannone che, tornato titolare dopo un po’, ha segnato subito. Questo è lo spirito giusto. Tutti stiamo bene fisicamente e si nota: nei primi 10-15 minuti riusciamo sempre a imporre il nostro ritmo e a mettere gli avversari in difficoltà».
«Sulle ammonizioni dobbiamo migliorare»
Unico appunto della serata, le quattro ammonizioni rimediate dal Catanzaro: «Abbiamo perso qualche palla di troppo e siamo stati costretti a fare falli tattici che l’arbitro ha punito. Forse non tutte erano da giallo, ma su questo aspetto dobbiamo ancora migliorare».
Fischnaller chiude con un sorriso e la consapevolezza che la squadra sta crescendo: «Siamo sulla strada giusta, giochiamo bene e ci aiutiamo. L’importante è continuare così: la vittoria di oggi vale tanto, per la classifica e per il morale di tutti».
Catanzaro-Siracusa 3-1: Fischnaller in sala stampa
Giannone, primo gol al Ceravolo: «Finalmente è arrivato, lo aspettavo da tempo»
Dopo la vittoria per 3-1 contro il Siracusa, a parlare è Antonio Giannone, autore del suo primo gol al “Ceravolo” con la maglia del Catanzaro. Un gol forse semplice da realizzare, ma pesante e fortemente voluto, che corona una prestazione di grande sacrificio e intelligenza tattica.
«Sì, forse uno dei gol più facili della mia carriera, ma l’importante era farsi trovare al posto giusto nel momento giusto — ha sorriso Giannone —. Finalmente è arrivato il primo gol in casa, era una cosa che mi chiedevo da tempo. Stamattina ci pensavo: “Quando arriva il mio primo gol al Ceravolo?”. Per fortuna è andata bene, ed è una soddisfazione grande, soprattutto perché è servito alla squadra per vincere».
«Mi adatto al calcio moderno, ma resto un trequartista»
Il numero 10 giallorosso ha parlato anche del suo modo di interpretare il ruolo e del lavoro svolto con mister Auteri:
«Il mister mi chiede spesso di accentrarmi per creare superiorità e servire gli attaccanti. Le mie caratteristiche sono più da trequartista che da esterno, ma oggi il calcio moderno richiede adattamento: ormai il ruolo del trequartista puro quasi non esiste più. Cerco sempre di dare il mio contributo dove serve, anche se significa sacrificarmi in una posizione diversa».
«Partita approcciata nel modo giusto»
Giannone ha sottolineato come la squadra abbia imparato la lezione dopo la gara di Matera, criticata per un avvio sottotono:
«Il mister prima della partita ci ha detto chiaramente di non ripetere l’approccio di Matera, dove avevamo lasciato troppo l’iniziativa agli avversari. Oggi, invece, siamo partiti forte e abbiamo imposto subito il nostro gioco. Questo ha fatto la differenza».
«Vogliamo il primo posto»
Sul momento della squadra e sulla corsa in classifica, Giannone è apparso determinato:
«È vero, le squadre davanti non si fermano, le vediamo e seguiamo spesso le loro partite. Stanno attraversando un buon momento, ma noi siamo pronti a sfruttare ogni loro passo falso. Non vogliamo accontentarci del secondo posto, il nostro obiettivo è la promozione diretta».
«Tutti devono sentirsi parte del gruppo»
Infine, un pensiero anche per i compagni e le rotazioni decise dal tecnico:
«Le sostituzioni servono sempre, portano freschezza e nuove energie, soprattutto davanti dove si gioca spesso. È giusto che tutti si sentano coinvolti, anche chi parte dalla panchina. Qui nessuno si sente escluso: il mister sa come gestirci e noi rispettiamo sempre le sue scelte».
Con il sorriso di chi ha ritrovato il gol e la fiducia, Giannone chiude la serata con un messaggio chiaro: «Siamo consapevoli della nostra forza e vogliamo continuare su questa strada. Il Ceravolo deve tornare il nostro fortino».
Catanzaro-Siracusa 3-1: Giannone in sala stampa
Siracusa, Raciti ammette: «Catanzaro superiore in tutto. Dobbiamo lavorare sulla testa»
Sconfitta netta per il Siracusa, battuto 3-1 dal Catanzaro al “Ceravolo”. Nel post-partita, il tecnico aretuseo Giovanni Raciti analizza con onestà la prestazione dei suoi, riconoscendo i meriti degli avversari e ammettendo le difficoltà incontrate dalla propria squadra sia sul piano tecnico che mentale.
«Abbiamo sofferto sugli esterni e in mezzo al campo, perché il Catanzaro è bravo a palleggiare e a muovere la palla con grande intensità — ha spiegato Raciti —. Nei primi quindici minuti siamo stati schiacciati nella nostra metà campo. Poi, quando loro hanno abbassato un po’ il ritmo, abbiamo provato a reagire, ma proprio in quel momento abbiamo preso gol, e da lì è stato ancora più difficile ritrovare fiducia e personalità».
«Serve una scintilla per ritrovare autostima»
Il tecnico ha posto l’accento sull’aspetto psicologico, considerato oggi il vero limite del Siracusa:
«L’autostima si costruisce con i risultati, e finché non arriverà la partita che ci darà quella scintilla giusta, continueremo a soffrire sul piano morale. Questo frena le giocate, la sicurezza nel palleggio e la gestione delle situazioni. Dobbiamo lavorare prima di tutto sulla testa: finché non ci sblocchiamo mentalmente, sarà complicato esprimere le nostre qualità».
«Abbiamo perso troppi palloni»
Raciti non si nasconde nemmeno sul piano tecnico-tattico:
«Abbiamo perso tanti palloni in mezzo al campo, e il Catanzaro ci ha punito quasi sempre sulle nostre disattenzioni. Loro andavano a pressarci appena eravamo di spalle, e noi non siamo riusciti a uscire puliti. In ripartenza abbiamo sofferto molto anche per le loro caratteristiche fisiche e tecniche».
«La salvezza? Passa dal lavoro e dalla compattezza»
Nonostante la sconfitta, Raciti resta fiducioso sulla possibilità di centrare l’obiettivo stagionale:
«Penso che la salvezza sia alla nostra portata, ma dobbiamo crescere tanto sotto il profilo caratteriale. Serve più coraggio, più personalità, e dobbiamo smettere di avere paura di giocare. Solo così potremo ripartire».
Conclude con una riflessione amara ma costruttiva: «Il Catanzaro ha dimostrato perché è una delle squadre migliori del campionato. Noi dobbiamo prendere questa gara come una lezione di maturità, non come una condanna».

















