Reggio Calabria: i Carabinieri del Nas sequestrano una struttura sanitaria

REGGIO CALABRIA, 9 FEB 2019 – Una struttura sanitaria privata specializzata in chirurgia plastica estetica e in otorinolaringoiatria è stata posta sotto sequestro dai carabinieri del Nas di Reggio Calabria, al termine di un’attività ispettiva mirata a verificare la regolarità dei servizi sanitari presenti sul territorio. L’operazione, condotta nell’ambito dei controlli per la tutela della salute pubblica, ha portato alla luce gravi irregolarità, culminate nella chiusura immediata del centro.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nella struttura venivano effettuati interventi chirurgici complessi, tra cui operazioni di chirurgia estetica e procedure di liposuzione, senza che fosse stata ottenuta la necessaria autorizzazione sanitaria per l’esercizio dell’attività. Un requisito, quest’ultimo, imprescindibile per garantire il rispetto delle norme di sicurezza, l’adeguata dotazione strumentale e il corretto livello di qualificazione professionale richiesti per interventi di tale natura.

Gli inquirenti hanno inoltre scoperto materiali sanitari conservati in condizioni inaccettabili: nel corso delle verifiche sono stati rinvenuti e sequestrati anestetici scaduti, considerati a tutti gli effetti “guasti o imperfetti”, e dunque pericolosi per la salute dei pazienti. L’utilizzo di tali sostanze avrebbe potuto comportare seri rischi, mettendo in pericolo l’incolumità delle persone sottoposte a intervento.

L’episodio solleva nuovamente l’attenzione sul fenomeno delle attività mediche abusive, un tema che continua a preoccupare le autorità sanitarie. Le forze dell’ordine ribadiscono l’importanza di rivolgersi esclusivamente a strutture accreditate e regolarmente autorizzate, ricordando che la sicurezza del paziente deve restare sempre al primo posto. Il sequestro, oltre a bloccare le attività della clinica, rappresenta un monito per chiunque tenti di aggirare le norme a tutela della salute pubblica.

Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità penali e disciplinari a carico dei professionisti coinvolti e per ricostruire il numero di pazienti che si sarebbero sottoposti agli interventi all’interno del centro irregolare. Una vicenda che riporta in primo piano la necessità di controlli costanti e rigorosi nel settore medico, affinché episodi simili non si ripetano.