Roberto Elia, l’anarchico legato a Sacco e Vanzetti

Il 23 agosto è una data in cui si racconta la storia di Sacco e Vanzetti, ma potrebbe essere l’occasione per ricordare anche le figure di altri anarchici dell’epoca. Uno di questi è il catanzarese Roberto Elia che fu compagno di Nick e Bart.

Due italiani uccisi da uno Stato che li odiava

Il 23 agosto del 1927 Ferdinando Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono giustiziati a morte negli Stati Uniti d’America. L’esecuzione avviene a Dedham, nel Massachusetts, e l’accusa è l’omicidio di un contabile e di una guardia di una fabbrica di scarpe. Ma resta un processo non equo sin dall’inizio. Il 23 agosto 1977, esattamente 50 anni dopo, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis assolverà i due anarchici dal crimine, dicendo:«Io dichiaro che ogni stigma ed ogni onta vengano per sempre cancellati dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti».

Il movimento anarchico di quel periodo raccoglie ovviamente altri nomi e altre storie meno conosciuti, ma non per questo meno importanti. Un anarchico legato alla città di Catanzaro è Roberto Elia che conobbe anche Sacco e Vanzetti poiché anche lui si trovava in America nello stesso periodo.

Roberto Elia: un sovversivo “Avanti”

Roberto Elia nasce a Catanzaro il 29 luglio 1871. Di professione fa il tipografo, ma sebbene molto giovane lega il suo nome al partito socialista, collaborando al giornale “Calabria Avanti“.

Nel 1906 si trasferisce in America, negli Stati Uniti, precisamente nel Vermont, dove collabora alla redazione del giornale anarchico “Cronaca sovversiva”. Il fondatore è Luigi Galleani, ma in realtà è Elia l’amministratore del giornale. Il governo USA lo inserisce, infatti, nella lista dei sovversivi anarchici dove compaiono anche i più famosi Sacco e Vanzetti.

La repressione dei comunisti negli Stati Uniti

Alla fine della guerra, fonda con il suo amico Andrea Salsedo la rivista Il Domani che sostituisce il giornale “Cronaca Sovversiva”, dopo la sua chiusura d’autorità. Il giornale ha posizioni filo-bolsceviche e esce clandestinamente con L’Ordine, a causa della repressione dei comunisti per mano del ministro della Giustizia, Mitchell Palmer. Tra i vari collaboratori c’è anche Vanzetti che si firma con lo pseudonimo “Il Picconiere“.

Plain words

A febbraio del 1920, la polizia ferma Roberto Elia e Andrea Salsedo. Essi subiscono un interrogatorio riguardo al volantino in cui si rivendicava l’attentato del giugno 1919 e in cui era morto un altro anarchico per via di una bomba destinata a Palmer. L’FBI riesce ad arrivare a Elia a causa di una soffiata fatta da un infiltrato che era riuscito a individuare la tipografia.

Roberto Elia e Andrea Salsedo sono arrestati e torturati. A causa delle violenze inflitte, cedono e confessano altri dettagli circa il volantino Plain Words.

Salsedo muore defenestrato (suicida o assassinato) il 3 maggio 1920, volando a terra dal 14^ piano del palazzo di Giustizia. Elia si salva grazie al “Comitato pro Vittime Politiche” costituito da Bartolomeo Vanzetti. In seguito, è rilasciato e deportato in Italia.

Il rientro in Italia di Roberto Elia

Rientrato in Italia ad agosto del 1920, Roberto Elia è minato nel fisico sia a causa delle violenze subite sia per la tubercolosi contratta in America. Ma ciò non gli impedisce di essere attivo nel movimento anarchico.

Infatti, si fa promotore per ricostruire il movimento anarchico in Calabria e collabora alla redazione del “Vespro Anarchico” insieme a Paolo Schicchi e Gaspare Cannone.

L’idea di Elia sarebbe quella di creare una testata in cui si spiegano le motivazioni legate all’anarchismo, il messaggio è diretto alla gente più semplice, a un popolo che è prevalentemente contadino e poco istruito.

Un’idea per istruire il popolo

Il giornale avrebbe pubblicato anche degli articoli in dialetto calabrese con l’obiettivo di condurre “Soprattutto una lotta tenace, continua, incessante contro signorotti e funzionari [che il popolo …] vede e considera qual primo flagello delle sue povere case“.

Elia si fa promotore, tra l’altro, del primo convegno anarchico calabrese e pubblica anche “Pane e libertà. Organo per la diffusione dell’Ideale Anarchico in Calabria“.

La realizzazione subisce però dei ritardi a causa dei mancati aiuti finanziari provenienti dal settentrione e dagli Stati Uniti. Vedrà la sua concretizzazione solo nel dicembre 1924 con la fondazione de “L’Amico del popolo”. Ma purtroppo Roberto Elia non può contribuire poiché muore a Napoli nel giugno dello stesso anno.

Possiamo considerare Roberto Elia una delle tanti figure importanti legate alla Calabria, in questo caso a Catanzaro, per tracciarne la personalità e la storia.

Come spiega bene Raffaele Nisticò: “Elia è anarchico convinto, uno dei più autorevoli esponenti dell’ala antiorganizzatrice del movimento di lingua italiana operante negli States nei primi due decenni del XX secolo, compagno di lotta, tra gli altri, di Luigi Galleani, Andrea Salsedo, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.

Come dire: la storia nella storia.