Comune di Trebisacce e associazioni al lavoro per redazione Piano di Zona

CS - TREBISACCE - PIANI DI ZONA VANNO AVANTI
CS - TREBISACCE - PIANI DI ZONA VANNO AVANTI

Il Comune di Trebisacce, quale ente capofila dell’Ambito Socio Assistenziale territoriale, in collaborazione con le realtà del terzo settore che operano nell’ambito del sociale, attraverso una serie di incontri, ha avviato con profitto da alcune settimane il processo di definizione del Piano di zona 2020-2022, secondo le Linee guida regionali di cui alla DGR 503/2019.

Al Piano di Zona dell’Ambito Socio Assistenziale dell’Alto Ionio appartengono 17 comuni (Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Canna, Cassano Allo Ionio, Castroregio, Cerchiara di Calabria,Francavilla Marittima, Montegiordano, Nocara, Oriolo Calabro, Plataci, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, San Lorenzo Bellizzi, Villapiana, Trebisacce, per una popolazione pari a 54.459 unità).

L’Ente Capofila è il Comune di Trebisacce che si assume il compito di governare, in forma associata, l’insieme delle risorse, delle risposte e delle opportunità a disposizione dei cittadini.

Il Piano di Zona è lo strumento di programmazione in ambito locale della rete d’offerta sociale, che ha il compito di definire le priorità di intervento e gli obiettivi strategici nonché le modalità, i mezzi e le professionalità necessarie per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, che tiene conto delle caratteristiche dei bisogni e delle risorse del territorio.

Il tavolo di concertazione, che ha ad oggetto tra gli altri, i temi della Famiglia, dell’Infanzia, dei Minori, degli Anziani e degli Immigrati, si pone come finalità di assicurare alle famiglie che vivono nel territorio proprio dell’Ambito N.4 un sistema integrato di interventi e servizi sociali, potenziando la pianificazione territoriale.

Compiti specifici attribuiti al tavolo sono quelli di riconoscere tutti gli attori sociali come portatori di interessi comuni per la realizzazione del Piano Sociale di Zona, analizzare i bisogni e operare una loro gerarchizzazione, individuare gli obiettivi di benessere sociale da perseguire e i settori innovativi, partecipare alla mappatura delle risorse dell’Ambito, qualificare la spesa sociale.

Il notevole lavoro posto in essere – ha dichiarato il sindaco di Trebisacce Avv. Franco Mundoda tutti gli aderenti all’Ambito coordinato dal Comune di Trebisacce, getta le basi per un reale cambiamento dei servizi sociali territoriali. Stiamo dando vita, in sinergia con gli enti pubblici e privati, ad uno storico cambiamento e ad un importante risultato. È imminente la presentazione da parte dell’ambito di una prima bozza del P.S.T. (Piano Sociale Territoriale), strumento che mira a migliorare la vita e il welfare dei cittadini di tutto l’Alto Ionio”.

Partendo dalla fase di elaborazione progettuale – prosegue Mundo -, focus del lavoro dell’Ufficio di piano, l’Ambito sta definendo obiettivi, priorità, strategie, azioni, risorse umane e finanziarie per lo sviluppo delle attività in risposta ai bisogni del territorio, secondo una logica di efficienza, efficacia e dell’integrazione sociosanitaria”.

Tali azioni incisive – dichiara ancora il sindaco di Trebisacce – passano dalla costruzione e dal potenziamento di una rete di collaborazioni tra istituzioni pubbliche e i soggetti del Terzo settore, in una logica di sussidiarietà orizzontale, dove siano definiti i criteri organizzativi e le modalità di finanziamento che garantiscano l’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni. All’interno di tale obiettivo è ricompreso anche quello relativo all’integrazione sociale, elemento fondamentale nelle politiche integrate, volte al benessere dei cittadini. Dagli incontri svolti stanno emergendo contribuiti utili e costruttivi che sicuramente andranno ad incidere significativamente sulle esigenze legate ai bisogni sociali del territorio e a migliorare l’offerta dei servizi territoriali”.

Il Piano di zona – conclude Mundo – è dunque l’occasione offerta alle comunità locali per leggere, valutare, programmare e guidare il proprio sviluppo e va visto e realizzato come piano regolatore del funzionamento dei servizi alle persone. La riforma del welfare pone al centro dei servizi e delle attività socio assistenziali le persone appartenenti alla fasce più deboli. Ecco perché, ora come non mai, è indispensabile la collaborazione degli stakeholder del territorio, consultati e ascoltati dai responsabili del servizio politiche sociali, che ringrazio”.

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