Catanzaro, il primo Pride sfila tra colori e sicurezza

Catanzaro, il primo Pride sfila tra colori e sicurezza
Catanzaro, il primo Pride sfila tra colori e sicurezza

Il corteo del Pride nel quartiere Lido ha riunito centinaia di persone fino all’Area Teti: una manifestazione dedicata ai diritti e all’inclusione accompagnata da un articolato dispositivo delle Forze dell’ordine, che ha garantito lo svolgimento dell’evento senza criticità

Il primo Pride di Catanzaro ha attraversato sabato il quartiere Lido trasformando il lungomare in un luogo di partecipazione, inclusione e rivendicazione dei diritti, ma anche in uno spazio nel quale la macchina organizzativa e quella della sicurezza hanno lavorato fianco a fianco. Centinaia di persone hanno preso parte al corteo, dando vita a una manifestazione colorata e ordinata che si è conclusa nell’Area Teti, senza registrare criticità sul fronte dell’ordine pubblico.

L’appuntamento era il risultato di un percorso cominciato nei mesi precedenti con il Road to Pride, attraverso iniziative culturali, incontri, dibattiti, presentazioni di libri, talk e momenti di confronto sui diritti civili. Il corteo ha preso il via da piazza Anita Garibaldi, nel quartiere Lido, per poi attraversare le strade della zona fino all’area che ha ospitato la parte conclusiva della manifestazione.

A raccontare il significato della giornata è stato Giovanni Carpanzano, presidente di ArciEQuA e portavoce del Catanzaro Pride, che ha sottolineato la partecipazione trasversale registrata lungo il percorso.

«Abbiamo fatto la storia di Catanzaro e della Calabria. Non è una frase celebrativa, ma la consapevolezza di aver costruito qualcosa che prima non c’era e che da sabato appartiene all’intera città. Catanzaro ha accolto il suo primo Pride con una partecipazione straordinaria, composta, festosa e trasversale. Abbiamo visto famiglie, giovani, associazioni, persone di ogni età camminare insieme, senza paura e senza pregiudizi».

Musica, bandiere, cartelli e testimonianze hanno accompagnato la sfilata, con tre carri e il Trenino delle Famiglie Arcobaleno a scandire il percorso. La manifestazione ha unito il carattere festoso dell’evento alla dimensione rivendicativa, portando nello spazio pubblico esperienze personali e richieste di riconoscimento e rispetto.

«Quello che abbiamo vissuto non è stato soltanto un corteo. È stata una grande esperienza collettiva, nella quale la festa e la rivendicazione hanno saputo camminare insieme. Dietro ogni bandiera c’erano persone, famiglie, affetti, storie e vite che chiedono semplicemente di essere riconosciute e rispettate. Il Pride è servito anche a questo: a rendere visibile ciò che troppo spesso viene ignorato, nascosto o relegato ai margini».

Parallelamente alla manifestazione, la Questura di Catanzaro ha predisposto un articolato dispositivo per garantire lo svolgimento dell’evento in condizioni di sicurezza. La pianificazione era stata definita nell’ambito delle riunioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presiedute dal Prefetto di Catanzaro, mentre il coordinamento delle attività tecnico-operative è stato affidato al Questore della Provincia di Catanzaro.

Complessivamente sono stati impiegati circa 50 operatori della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ai quali si sono aggiunti oltre 20 operatori di rinforzo ministeriale del Reparto Mobile di Reggio Calabria.

Nel dispositivo sono confluiti anche uomini della DIGOS, della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica, impegnati nel controllo e nel monitoraggio delle aree interessate. La Polizia Stradale e la Polizia Municipale hanno invece seguito la viabilità, favorendo il deflusso dei veicoli e contenendo i disagi per la cittadinanza.

Il controllo non si è limitato alle strade. Le aree della manifestazione, gli accessi e i principali punti di afflusso sono stati monitorati anche attraverso sistemi di videosorveglianza, mentre dalla costa il dispositivo è stato integrato con l’impiego delle motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto.

Il risultato è stato uno svolgimento regolare dell’iniziativa, con la partecipazione di centinaia di persone in un clima definito sereno e senza episodi tali da compromettere l’ordine pubblico. La Questura ha evidenziato come la collaborazione tra le diverse componenti coinvolte abbia consentito di conciliare sicurezza e partecipazione, accompagnando il corteo per tutta la sua durata.

Una volta raggiunta l’Area Teti, la manifestazione è proseguita con interventi politici e momenti dedicati alla rivendicazione dei diritti. Particolare attenzione è stata riservata anche all’accessibilità, con la presenza di un interprete LIS a supporto della comunità sorda.

Poi spazio allo spettacolo con BigMama, Karma B, Antheal, Dasko, Chicco Colella, House delle Dreamgirlz, Vera Dragone, Gioman, Killacat, Eman e Simonetta Musitano, prima della conclusione affidata ai dj set.

Per Carpanzano, il valore dell’appuntamento va però oltre la singola giornata.

«Abbiamo riempito le strade di colori, orgoglio, libertà e speranza e mostrato il volto di una Catanzaro viva, plurale, inclusiva e capace di valorizzare le differenze. Vedere il lungomare attraversato da così tante persone, in un clima sereno e gioioso, è stata un’emozione difficile da raccontare. Molti partecipanti ci hanno detto di essersi sentiti finalmente accolti e meno soli: credo che questo sia il risultato più prezioso».

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è ora quello di trasformare il successo del primo Catanzaro Pride in un percorso permanente di sensibilizzazione, attraverso nuove attività nelle scuole, negli spazi culturali e nei luoghi sociali.

«Il Pride non termina con l’ultima canzone o quando si spengono le luci. Da sabato comincia una fase nuova. Continueremo a lavorare nelle scuole, nei luoghi della cultura e negli spazi sociali, perché la visibilità deve trasformarsi in consapevolezza e la partecipazione in cambiamento. La libertà conquistata per un giorno deve diventare una condizione quotidiana».

A chiudere la giornata, anche il ringraziamento rivolto alle numerose persone che hanno partecipato e alle realtà che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa.

«Sabato Catanzaro non ha soltanto ospitato il suo primo Pride: lo ha accolto e fatto proprio. Questa città ha dimostrato di essere pronta. Ora dobbiamo continuare a camminare insieme, perché nessuno debba più sentirsi solo, invisibile o fuori posto. Catanzaro appartiene a tutte e a tutti».