“Chiediti se sono felice”: incontro con 10mila studenti in Calabria

“Chiediti se sono felice”: incontro con 10mila studenti in Calabria
“Chiediti se sono felice”: incontro con 10mila studenti in Calabria

Le fragilità dei giovani e il percorso verso la felicità sono stati al centro dell’incontro del progetto “Chiediti se sono felice”, ospitato dall’Istituto Comprensivo Perri-Pitagora-Don Milani di Lamezia Terme (provincia di Catanzaro), con interventi di esperti, educatori e rappresentanti delle istituzioni

Le fragilità dei giovani e la possibilità di trasformarle in un cammino verso la felicità sono state al centro di un partecipato incontro formativo ospitato nell’auditorium dell’Istituto Comprensivo “Perri-Pitagora-Don Milani” a Lamezia Terme (CZ). L’iniziativa rientra nel progetto scolastico “Chiediti se sono felice”, un percorso educativo pensato per aiutare gli studenti ad affrontare paure, difficoltà emotive e pressioni sociali tipiche dell’adolescenza.

L’evento, intitolato “Fragilità che parlano, storie vere per trovare la felicità”, ha riunito studenti, docenti ed esperti provenienti da diversi ambiti, con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto aperto su disagio giovanile, dipendenze e identità personale.

Ad aprire i lavori è stato il dirigente scolastico Giuseppe De Vita, che ha evidenziato il ruolo della scuola come punto di riferimento anche sul piano umano ed emotivo, ricordando come “La scuola non è solo un luogo di istruzione, ma una bussola emotiva; il nostro ruolo è intercettare il disagio prima che diventi un silenzio insuperabile”.

Il progetto è stato presentato da Alfonso Toscano, tra gli ideatori dell’iniziativa insieme alla professoressa Annamaria Stanganelli. Il percorso coinvolge circa 10mila studenti in tutta la Calabria e punta a offrire ai ragazzi strumenti concreti per riconoscere e superare le proprie fragilità. Toscano ha sottolineato la necessità di far comprendere ai giovani che “dire ai ragazzi che le loro paure sono le nostre e che è possibile trasformarle in punti di forza” rappresenta uno degli obiettivi fondamentali del progetto.

Il confronto si è poi arricchito con l’intervento di Martina Drago, commissario capo tecnico psicologo della Polizia di Stato, che ha affrontato il tema dell’identità nell’epoca dei social e delle dinamiche tra coetanei con la relazione “Quando i tuoi amici contano più di te”. Nel suo contributo ha evidenziato come “spesso i ragazzi sacrifichino la propria identità sull’altare dell’approvazione sociale, rendendo necessario aiutarli a distinguere tra l’essere autentici e l’apparire digitalmente perfetti”.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle dipendenze, affrontato da Pierpaolo Trapuzzano, dirigente UADM Calabria 2 Catanzaro, che ha spiegato come oggi il fenomeno non riguardi soltanto le sostanze ma anche l’uso eccessivo della tecnologia: “le dipendenze oggi sono multiformi, dai device digitali alle sostanze, e la nostra missione è fornire strumenti critici per dire di no a ciò che toglie la libertà”.

Il contributo scientifico è stato completato dall’intervento di Jessica Bronzoni, dirigente medico di chirurgia del trapianto di fegato dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, che ha illustrato gli effetti fisici e biologici legati agli abusi e ai comportamenti a rischio.

Sul piano emotivo e relazionale si è soffermata invece Elena Sodano, presidente della Fondazione RaGi Ets, che nella sua riflessione “Se le emozioni fanno confusione” ha evidenziato quanto sia fondamentale educare i ragazzi all’ascolto dei propri sentimenti e alla capacità di riconoscerli.

Particolarmente significativo il momento dedicato alle testimonianze dirette. Angelina Ianchello, assistente sociale della comunità terapeutica Fandango, insieme a Domenico Campana, ha offerto uno sguardo concreto sui percorsi di recupero dalle dipendenze, sottolineando come “ogni percorso riabilitativo sia una storia di dignità ritrovata e la prova che la fragilità, se ascoltata, può diventare una risorsa”.

Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Luigina Pileggi, mentre le conclusioni sono state affidate alla professoressa Elena Quattrone, responsabile del Dipartimento Legalità dell’istituto, che ha ringraziato relatori e organizzatori per aver contribuito a portare nelle scuole un confronto aperto su temi fondamentali per la crescita delle nuove generazioni.

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