“MONSTRUM” di Kollettivo Kontrora e Teatro del Carro utilizza il teatro per esplorare la violenza di genere e i meccanismi culturali e sociali che possono alimentarla o mantenerla nascosta
A Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, prende il via MONSTRUM – Indagine teatrale sulla violenza di genere, un laboratorio teatrale gratuito che attraverso gli strumenti della scena affronta le diverse forme della violenza di genere, comprese quelle meno visibili, e i meccanismi culturali e sociali che possono accompagnarle. Il progetto è curato da Kollettivo Kontrora e Teatro del Carro, con il patrocinio e il contributo del Comune di Corigliano-Rossano, in collaborazione con il Centro Antiviolenza Fabiana e l’associazione Mondiversi.
Le attività si svolgeranno al Teatro Vincenzo Valente, nell’area urbana di Corigliano Centro, ogni giovedì dalle 15.30 alle 17.30, a partire dal 22 ottobre 2026.
Il percorso intende osservare la violenza anche prima della sua manifestazione esplicita, concentrandosi su quei contesti e comportamenti che possono contribuire a renderla possibile oppure a mantenerla nell’ombra. Tra i temi affrontati ci saranno stereotipi, possesso, controllo, silenzio, paura del giudizio, difficoltà nel chiedere aiuto e il rapporto della comunità con ciò che accade al suo interno, compresa la scelta di vedere, intuire o non vedere.
Per farlo, il laboratorio utilizzerà diversi strumenti propri del teatro: corpo, voce, improvvisazione, costruzione dei personaggi, scrittura e composizione collettiva. L’obiettivo sarà quindi sviluppare una ricerca artistica attraverso situazioni, immagini e materiali drammaturgici, senza chiedere ai partecipanti di trasformare il percorso in un racconto delle proprie esperienze.
È infatti specificato che non sarà necessario raccontare vissuti personali di violenza e che il laboratorio non avrà carattere terapeutico. Il tema verrà affrontato attraverso la mediazione artistica e teatrale, utilizzando personaggi, metafore, situazioni e altri elementi della pratica scenica.
L’iniziativa è aperta non soltanto a chi vuole lavorare sulla recitazione, ma anche a chi desidera partecipare attraverso la scrittura o la musica. La partecipazione è gratuita e il gruppo sarà composto da un massimo di 15 partecipanti attivi. Sono inoltre previsti 5 posti per uditori, destinati a chi vuole assistere al percorso senza partecipare direttamente alle attività sceniche.
Il lavoro proseguirà fino alla realizzazione di una restituzione pubblica. Non sarà pensata come un semplice saggio finale, ma come un momento di confronto con la città, nel quale il percorso artistico potrà diventare occasione di riflessione sulla violenza di genere, sul silenzio e sulla possibilità di costruire forme di ascolto, alleanza e responsabilità.


















