Il valore della Musica in questi giorni di quarantena

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Musica dai balconi (foto La Difesa del popolo)

In questi giorni di quarantena un elemento che sta tenendo uniti una vasta moltitudine di persone, seppur lontane, è la musica. L’ “Inno di Mameli” dai balconi delle case di tutte le città. “Il mio canto libero” intonato da tutti i medici e gli infermieri nei diversi ospedali d’Italia. “Va’ pensiero” cantata dai maestri della musica classica in video registrati e condivisi. Musicisti, cantanti, artisti, dj che con le loro dirette Facebook ed Instagram trasmettono il loro messaggio. Trasmettono musica.

Se è vero che in certe canzoni come quelle di Mogol-Battisti, di Novaro (con testo di Mameli) o di Verdi-Serio , ci sono dei messaggi specifici, con un significato specifico, seppur aperto a diverse interpretazioni, da sempre la musica è stata capace di avvicinare le persone perché è caratterizzata da una cosa in particolare: la sua capacità di arrivare all’umanità, senza discriminazioni, senza disuguaglianze. Con un unico messaggio, un unico suono, in un linguaggio universale.

La musica ha questa potenza. E mai come in questi giorni in cui siamo costretti a rimanere “isolati” e “distanti”, in una routine di uno smart working, o in una frenetica corsa contro il tempo per salvare vite umane, in giornate fatte di noia, di solitudine, di angoscia e di ansia, la musica è capace di arrivare a tutti. Arriva a tutti in momenti diversi, con modi diversi e provoca emozioni e vibrazioni differenti. Uno stesso suono può provocare un sorriso in una persona e una lacrima nell’altra.

Ma la sua forza è comunque questa. Quella di far viaggiare nello spazio e nel tempo pur rimanendo fermi. Ed è proprio quello che ci serve in questo momento così difficile.

La musica allora a seconda che venga considerata come arte, scienza, disciplina, terapia, diventa compagnia, diventa certezza, studio, diventa ispirazione, cura.

E allora mai come in questi giorni siamo invasi, oltre che dalle notizie di cronaca, anche da lei, dalla musica. Nei flash mob musicali, nelle radio che stanno ritornando a riappropriarsi della loro importanza, sui social, è tutta una musica. E le nostre anime, anche solo per qualche minuto della nostra giornata, tornano a sentirsi libere, spensierate.

Allora buona musica, a chi la fa, a chi l’ascolta, a chi la canta, a chi la seleziona, a chi la scrive, a chi la insegna, a chi la studia, a chi la utilizza come cura.

Buona musica a tutti, sempre. E speriamo presto di poter tornare tutti insieme abbracciati sotto al palco del nostro cantante, gruppo o musicista preferito.