InCel: i “celibi involontari” che odiano le donne

Il fenomeno online INCEL che si sta espandendo colpendo il disagio psicologico (fonte revolvy)

Il neologismo INCEL nasce nella cultura internet ed è l’unione di due parole inglesi involuntary e celibate che potrebbe essere tradotto come “celibe involontario”.

Chi crede di essere INCEL ritiene di non essere sessualmente appetibile e quindi di non potere avere relazioni sentimentali in quanto rifiutato per l’aspetto fisico e/o per la posizione sociale.

Ma è abbastanza difficile trattare l’argomento poiché vario e complesso, come è facilmente intuibile.

Proviamo comunque a tracciare un quadro descrittivo sufficiente a capire l’importanza del fenomeno che è un caso studiato da sociologi e psicologi.

Come nasce il fenomeno INCEL

Il termine fu coniato da una studentessa canadese bisessuale in uno dei primi forum online, nei primi anni ’90. Ed è negli Stati Uniti che il fenomeno si è sviluppato, serpeggiando nel web, arrivando anche in Europa e in Italia. I termini Redpill e Bluepill richiamano il famoso film Matrix, dove per Pillola Rossa si intende la teoria incel e per Pillola Blu quella legata al mondo del maschio alpha e alla donna che ne subisce il fascino.

Chi è l’INCEL tipo

Si tratta di giovani uomini per lo più eterosessuali, anche se l’orientamento sessuale o di genere non è rigoroso nella composizione. Non è neanche legato a fattori strettamente politici o religiosi. Infatti, si tratta di una subcultura basata sulla teoria LMS (Look/aspetto esteriore, Money/soldi, Status/posizione sociale) secondo la quale le donne non sono attratte dall’uomo per fini romantici, ma invece da fattori esteriori legati all’aspetto fisico e alla disponibilità economica.

Nella comunità italiana Redpill definisce Tommy (Chad) il ragazzo benestante e Stacy la ragazza carina da lui attratta, mentre nella abbreviazione BV si identifica il Brutto Vero, cioè il ragazzo che non ha possibilità di relazionarsi a essa.

La cronaca nera legata alla comunità dei celibi involontari

La comunità Incel è assurta alle cronache per le stragi a lei legata, già dal 2014.

Il 23 maggio 2014, Elliot Rodger, un ragazzo di 22 anni, in California, uccise 6 persone e ne ferì 14, per poi suicidarsi. Rodger pubblicò online la sua rabbia per non aver mai dato un primo bacio e per essere sempre stato rifiutato dalle donne. Il forum americano di incel da lui frequentato venne chiuso a seguito della strage.

Una strage sventata è quella del 19 gennaio 2019, in Colorado. Mentre, famosa è la strage purtroppo avvenuta a Toronto nell’aprile del 2018.

Altri forum Redpill americani sono stati chiusi per incitamento alla violenza, per aver violato le politiche sui discorsi di incitazione all’odio. Un forum di questi contava oltre 40.000 membri.

Gli autori incel delle due stragi a Toronto e in California

Un fenomeno sociale che sta avanzando

Da uno studio condotto da diversi ricercatori universitari, analizzando i contenuti dei forum, ha affermato che questi siti possano creare fenomeni di Echo Chambers. Se una persona è in un temporaneo disagio, frequentando le comunità incel, potrebbe peggiorare la propria condizione psichica. Si può capire quindi la portata del fenomeno e le conseguenze.

Il software automatico della ricerca ha rilevato nei forum la ricorrenza di termini associabili ai discorsi d’odio, nel 95% dei casi.

Analizzando le parole delle discussioni, risulterebbe che oltre il 60% è di tipo negativo, il 30% contiene elementi di misoginia, il 15% di omofobia, il 3% di razzismo.  Inoltre, nei profili psicologici degli utenti del forum, sono presenti disturbi della personalità.

La strage in California (fonte Washington Post)

La comunità INCEL italiana

In Italia, la piattaforma incel è un forum che conta quasi 2,5 milioni di visite totali con una media di oltre 50.000 al mese per circa 5.500 utenti registrati. Alcune sezioni sono aperte ai non iscritti. Una di queste, riservata però ai membri, riguarda video porno, sfoghi e odio verso il genere femminile.

La violenza verbale quindi, unita a un disagio psichiatrico di un soggetto, potrebbe avere delle tragiche trasformazioni laddove la semplice incapacità di relazionarsi all’altro sesso si ripercuote sulla intera comunità.

Annamaria Gnisci