Io, costretto a ricorrere al mercato della prostituzione

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Il tema della prostituzione da sempre divide fazioni, ma la realtà legata al mondo della disabilità dovrebbe almeno convergere e comprendere che anche i disabili hanno dei desideri e degli impulsi erotici.

I Radicali hanno fatto battaglie epocali e spesso hanno occupato le pagine della cronaca per “storie di disobbedienza”. Infatti, secondo i Radicali Italiani, l’assistenza sessuale ai disabili deve diventare un diritto.

Anche questa storia la potremmo definire irriverente e riguarda Gianluca, un giovane che, a causa di un incidente, è rimasto paralizzato e sta su una sedia a rotelle. Il ragazzo ha 27 anni e ha il midollo spinale parzialmente lesionato da quando aveva 15 anni. Un tuffo al mare, l’incidente e la sua vita è cambiata.

Gianluca è stato accompagnato da una prostituta per fargli vivere la sua prima esperienza sessuale. Un video, dal titolo “LovER Ability – Racconto di una (dis)obbedienza in difesa di un diritto naturale“, racconta la sua storia.

Prostituzione: “Questa noi non la riteniamo una disobbedienza, ma una obbedienza alla vita”

Marco Maria Freddi, dei Radicali Italiani, commenta l’esperienza di Gianluca che per soddisfare un bisogno naturale è stato costretto a ricorrere al mercato della prostituzione: “L’obiettivo di questo video non è tuttavia solo quello di sensibilizzare sul tema la cittadinanza, i Radicali Italiani e + Europa presenteranno infatti nei prossimi mesi una proposta di legge regionale per creare e disciplinare la figura dell’assistente all’emotività, all’affettività e alla sessualità per persone disabili o con patologie invalidanti (Oeas, una figura creata dal comitato LoveGiver nato nel 2013), che devono essere formati e controllati necessariamente dall’amministrazione pubblica. Del resto questa figura esiste già in Europa, in stati come Svizzera, Austria, Olanda e altri.”

“Il sesso non è un diritto, ma si parla di diritto per le persone con disabilità ad accedere a un servizio. Abbiamo voluto organizzare questa esperienza per supportare l’ottenimento di una legge. Se ne parla dagli anni ’80 ma ancora oggi non siamo riusciti ad affrontare il problema realmente. Nel mondo della disabilità il sesso viene ridicolizzato ma è invece un aspetto importante come per ogni persona. Se il sesso è un problema per un uomo disabile, lo è ancora di più per una donna o un omosessuale”.

Le famiglie dei disabili lasciate sole

“Spesso sono le famiglie che, coscienti di questo bisogno, si rivolgono alla prostituzione o sono costrette a praticare la masturbazione sul figlio o fratello. E’ lo stesso discorso della cannabis legale e quella terapeutica. Anche in questo caso si tratta di una terapia e crediamo debba essere fatta da professionisti, formati e controllati dalla Regione. Non si tratta di semplice stimolo fisico, ma anche di tutto l’aspetto emotivo e psicologico. La nostra ‘disobbedienza’ è stata in un certo senso favorire la prostituzione, ma il dramma di questa storia è che si è costretti a farlo. Con questo evento vogliamo promuovere il dibattito, mettendo al centro la storia di una persona: non c’è modo migliore per descrivere la situazione attuale. L’obiettivo è fare di questa esperienza una politica”.

Frega Project: un progetto irriverente

L’esperienza di Gianluca è stata resa possibile anche grazie a un’associazione di volontari, la Frega Project, e dal suo presidente, Gabriele Capponi, che ha coinvolto i Radicali. Si tratta di una realtà realizzata da due studenti dell’università di Parma al fine di sensibilizzare le persone con handicap diversi.

Frega Project ha 100 soci e ma non copre solo Parma, ma bensì porta iniziative sociali in tutta Italia. Attraverso l’organizzazione di eventi e serate, sensibilizzano il pubblico riguardo tematiche a sfondo sociale e al concetto di inclusione.

Capponi racconta lo spirito che muove l’associazione: “Siamo un po’ irriverenti, ma l’idea è che il divertimento possa far superare alle persone dei limiti mentali e fisici”.

Manca il coraggio di comprendere, di superare convenzioni e tabù. La società deve farsi carico soprattutto di chi è più debole e di chi ha bisogno di esprimersi al pari di chi non ha disabilità.

E voi, che ne pensate?

Fonte: ability channel

Il tema dell’inclusione in Calabria.