Migranti, sono davvero il cancro della Calabria e dell’Italia intera?

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Migranti, immigrati

I flussi migratori nel 2018, secondo le statistiche sono calati drasticamente, rispetto all’anno precedente, vi è stata una netta inversione di tendenza.
Tutto è partito dai provvedimenti posti in essere dal cosiddetto “Piano Minniti”, facente capo all’ ex Ministro dell’interno, poi continuato e ripreso dall’attuale Ministro in carica Salvini.

Anche in Calabria gli sbarchi si sono quasi annullati. I centri di accoglienza sparsi sul territorio stanno mano a mano esaurendo il loro corso.
Molti C.A.S., centri di accoglienza straordinari, in regione hanno chiuso o stanno chiudendo battenti, perché gli utenti che vivevano in queste strutture o non possono più rimanerci o liberamente, rendendosi conto della situazione attuale, decidono di recarsi altrove.

Quindi i Centri si svuotano,ma in realtà si riempiono le strade, le vie e le piazze:è veramente questo il percorso da intraprendere?

Quando un’attività come un CAS chiude, dobbiamo pensare che diversi lavoratori perderanno il loro sostentamento. Ci stiamo riferendo a: operatori, assistenti sociali, psicologi, medici, infermieri, addetti alle pulizie ecc ecc.

In più, i Centri per funzionare hanno bisogno di avvalersi di competenze esterne, si pensi all’elettricista per riparare i guasti elettrici, al falegname per aggiustare delle porte o finestre, al meccanico per manutenere i mezzi di trasporto necessari per accompagnare i ragazzi ad esempio in commissione o in questura.

Poi il Centro, fornisce agli immigrati vestiario per proteggersi dal freddo e naturalmente i vestiti bisogna acquistarli. In alcune strutture non è possibile cucinare, quindi le aziende specializzate nella preparazione di cibo, porteranno proprio nei Centri dei pasti caldi ai ragazzi.

Si innesca dietro all’immigrazione un circuito economico virtuoso.
Perché se la domanda di beni cresce, di conseguenza aumenterà la domanda di lavoro necessaria a produrre un maggior numero di beni.

Facendo una riflessione più profonda, è chiaro che i migranti lavorano, alcuni con regolare contratto altri purtroppo sottopagati. Molti di loro, vogliono inserirsi realmente nel tessuto sociale e sentirsi parte attiva della realtà in cui vivono. In che modo? Andando a mangiare una pizza, entrando al supermercato a comprare il cibo che preferiscono, recandosi in un negozio ad acquistare un cappello alla moda, comprando un nuovo modello di cellulare e così via.

L’altra faccia della medaglia dell’immigrazione, riguarda i ragazzi che non rispettano le regole, che commettono reati, ma questa è un’altra storia.
Fino a poco tempo fa, la meta preferita dagli immigrati soprattutto africani era l’Italia, adesso prediligono andare altrove, specialmente in Spagna.
La Calabria e l’Italia intera, ha perso una grande occasione? Il governo giallo-verde troverà soluzioni all’effettività del problema?

Davide Oliverio