Quanta nostalgia per gli emigrati lasciare la Calabria

partenze emigrati Calabresi
partenze emigrati calabresi

I Calabresi emigrati in altri Stati si possono consolare solamente sognando la prossima stagione estiva. Perché chi vive ad esempio in nord Europa, e ha dovuto abbandonare la Calabria per diverse ragioni, porta con sé un magone che non va via. I Calabresi ogni volta che lasciano la propria terra, pensano se sarà possibile rientrare definitivamente, per il clima complice e persone amichevoli 365 giorni all’anno. Il problema fondamentale, o il tasto dolente, rimane sempre lo stesso: il lavoro. Infatti l’ offerta è sempre striminzita, poco in linea con le ambizioni dei più giovani. Se si continua di questo passo, in Calabria le nuove generazioni continueranno ad andare via e cercare occupazione altrove. Alcuni ragazzi invece provano e riprovano, a volte riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro, svolgendo attività in linea con le proprie aspettative.
Ma non sempre è così, poi gli stipendi sono bassi, le prospettive risicate, questo è un luogo poco favorevole per le future famiglie.
Eppure il senso di famiglia che si respira è molto forte, perché chi va via dal sud piange più volte, quando ricorda o rivede malinconico i luoghi e le persone che ha conosciuto nella sua terra natale.

L’autunno per i Calabresi all’estero è malinconico

Nel mese di ottobre anche i più temerari hanno riposto il costume nell’armadio. Gli emigrati continuano a guardare le immagini sui social, e anche se a distanza, si rasserenano.
Sì, rasserenano, perché anche se si trovassero nella loro terra, sarebbero stati obbligati, vista la temperatura, a rimandare il prossimo bagno al 2020.
In Calabria la pioggia sta facendo qualche comparsa. Le ore di luce si riducono e il buio conquista minuti preziosi ogni giorno. La natura ritorna ai giallori tipici della stagione autunnale, fatti di bevande calde e miele.
Chi vive in altri luoghi non può fare altro che pensare all’estate trascorsa e sognare la prossima, in attesa che il lungo inverno passi velocemente.

Davide Oliverio