S.P.AZ.I., oltre 70 giovani coinvolti nel progetto di prevenzione

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S.P.AZ.I. si conclude con risultati che confermano l’efficacia della prevenzione tra bambini e preadolescenti. Il progetto del Centro Calabrese di Solidarietà ETS, finanziato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha coinvolto oltre 70 ragazzi attraverso laboratori, educazione socio-emotiva e attività condivise con scuole, famiglie e territorio

Si chiude con un bilancio positivo S.P.AZ.I. – Strategie Per Azioni Integrate, il progetto dedicato alla prevenzione del disagio giovanile e delle dipendenze promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS (CZ) e sostenuto dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In due anni di attività il percorso ha coinvolto oltre 70 bambini e preadolescenti, proponendo un modello educativo fondato sull’ascolto, sulla partecipazione attiva e sul rafforzamento delle competenze relazionali.

L’iniziativa, rivolta a minori già a partire dai sei anni di età, ha sviluppato una rete di collaborazione tra scuole, famiglie, parrocchie e servizi territoriali, creando contesti protetti nei quali i giovani hanno potuto confrontarsi, sviluppare la propria autonomia e imparare a riconoscere e gestire le emozioni.

Negli ultimi sei mesi il progetto ha registrato il coinvolgimento diretto di oltre settanta ragazzi, impegnati in laboratori creativi, attività di gruppo e percorsi educativi finalizzati a migliorare le relazioni interpersonali e a favorire un clima di maggiore collaborazione e inclusione.

«Le attività realizzate hanno consentito ai partecipanti di sperimentare spazi di ascolto, espressione e riconoscimento personale, contribuendo a rafforzare competenze sociali, autonomia, gestione emotiva e senso di appartenenza al gruppo», spiegano i referenti del progetto curato dal Centro Calabrese di Solidarietà ETS.

Tra gli strumenti più significativi figura il Laboratorio dei Talenti, che ha offerto ai partecipanti l’opportunità di valorizzare le proprie inclinazioni attraverso attività come disegno, scrittura, pittura, comunicazione e sport, trasformando il tempo libero in un’occasione di crescita personale. Parallelamente sono stati sviluppati percorsi di educazione socio-emotiva, orientati a rafforzare empatia, consapevolezza, capacità decisionale e resistenza alle pressioni negative.

Particolare attenzione è stata riservata anche al benessere psicologico, grazie a incontri dedicati alla mindfulness, agli esercizi di respirazione e alle tecniche di gestione dello stress. Gli operatori hanno rilevato un miglioramento nelle capacità di autoregolazione emotiva dei partecipanti, alcuni dei quali hanno iniziato a utilizzare spontaneamente gli strumenti appresi anche nella vita quotidiana.

Il progetto ha coinvolto inoltre le famiglie con momenti di confronto dedicati ai rischi legati alle dipendenze, sia da sostanze sia comportamentali. Pur evidenziando una partecipazione non sempre costante dei genitori, gli organizzatori hanno proseguito il lavoro di sensibilizzazione, considerandolo un elemento essenziale del percorso educativo.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla comunicazione, con i ragazzi protagonisti nella realizzazione di materiali informativi, tra cui un opuscolo, una brochure, una locandina dedicata al tema della rinascita personale e un documentario finale contenente testimonianze di operatori e partecipanti. Strumenti pensati per diffondere una cultura della prevenzione costruita direttamente dai giovani e rivolta ai loro coetanei.

«Il progetto S.P.AZ.I. ha confermato l’efficacia di un approccio integrato alla prevenzione, basato su ascolto, relazione e protagonismo giovanile. Le attività hanno generato un impatto positivo sulla consapevolezza emotiva, sull’autoefficacia e sulla capacità di chiedere aiuto», concludono i referenti del progetto, auspicando che il modello possa essere replicato anche in altri contesti educativi e sociali come esempio di buona pratica nella prevenzione del disagio giovanile.