Solstizio d’estate: storia e tradizioni popolari

ESTATE
ESTATE, SUMMER, TRAMONTO

Il Sole, nel suo moto lungo l’ellittica, raggiunge la sua massima altezza nell’emisfero boreale il 21 giugno. Il solstizio d’estate (dal latino solis statio) è il giorno più lungo dell’anno. Il Sole sembra fermarsi sull’orizzonte per ricominciare a muoversi il 24 giugno, quando le giornate iniziano ad accorciarsi.

Si tratta di un simbolo di positività e di energia. Di Vita. Momento in cui in tutte le latitudini si festeggia, sin dai tempi antichi.

La celebrazione di Madre Terra che offre agli uomini i suoi doni magnifici.

Nell’epoca precristiana, questo era un periodo sacro. Esiste, infatti, ancora oggi l’usanza di trarre presagi. Il Sole è simbolo di fuoco divino. Entra nella costellazione del Cancro, dominato dalla Luna e dall’acqua. La Luna è simbolo femminile per antonomasia, cioè fonte di Vita.

I Greci antichi chiamavano i solstizi Porte. Quella estiva rappresentava il mondo materiale mentre quella invernale era l’aspetto soprannaturale.

Forse è per questo che alle nostre latitudini la festa del solstizio era dedicata, in epoca magnogreca, a Demetra e, in epoca romana, a Cerere. C’erano delle celebrazioni rivolte al mondo femminile e fatte dalle donne anche dopo il Cristianesimo, quando alla festa del solstizio fu aggiunta la festa di San Giovanni Battista, figura legata all’acqua.

Da qui si spiegano le figure femminili che nei nostri paesi venivano chiamate streghe o magare. Donne anziane che conoscevano i segreti dell’erba di San Giovanni. Questa si pensava avesse la capacità di allontanare i demoni, ma anche di evocarli. I demoni potevano infastidire i bambini nelle culle, eccitare l’odio o l’amore, produrre malattie, gettare il malocchio su uomini e animali.

Ecco che nasce la tradizione calabrese in cui donne regalano ad altre donne mazzi di fiori ed erbe di campo il giorno di San Giovanni. Le donne che ricevevano i fiori erano chiamate cummari. Rappresentava un legame molto forte, un vincolo per le famiglie.

Ancora oggi si usa il termine Sangiuanni che indica comparaggio tra famiglie, soprattutto per battesimi e cresime. Se si chiedeva di fare da padrino o madrina, per tradizione, non si poteva rifiutare la proposta.

Annamaria Gnisci