Reggio Calabria, don Mimmo Cartella e l’associazione Le Muse rilanciano il valore della solidarietà: una coperta come gesto semplice che restituisce dignità, responsabilità e attenzione verso gli ultimi
Una coperta per la vita torna al centro dell’impegno sociale e culturale di Reggio Calabria. Con questo spirito l’associazione culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere, guidata dal presidente Giuseppe Livoti, ha inaugurato la nuova stagione di attività con un’iniziativa di solidarietà concreta, giunta alla terza edizione, destinata alla Caritas parrocchiale di Santa Lucia.
Nel corso dell’incontro sono state consegnate oltre trenta coperte a sostegno di senza tetto e famiglie in difficoltà, frutto di donazioni spontanee e della partecipazione attiva di soci, simpatizzanti e realtà solidali del territorio, tra cui le volontarie della Compagnia delle Stelle. Un gesto semplice, ma carico di significato, che conferma la volontà delle Muse di affiancare alla produzione culturale azioni concrete rivolte agli ultimi.
Il presidente Livoti ha ricordato come l’iniziativa non nasca dall’emergenza del freddo, ma da una visione costante della solidarietà, intesa come pratica che deve accompagnare ogni percorso culturale autentico. «La cultura – ha sottolineato – non può limitarsi al racconto, ma deve tradursi in gesti condivisi, capaci di coinvolgere la comunità».
Presenti all’incontro il parroco don Mimmo Cartella, l’avvocato Cinzia Iadicola e la cantante calabrese Giusy Candido, che hanno offerto riflessioni sul valore del dono, della responsabilità sociale e della cura delle fragilità. L’avvocato Iadicola ha approfondito il significato giuridico e umano della donazione, richiamando anche le novità introdotte dalla Legge 182 del 2025, che rende più sicuri e trasparenti gli atti di liberalità, soprattutto nel terzo settore. «Le piccole donazioni – ha evidenziato – contribuiscono a migliorare la società e interrogano anche il ruolo delle istituzioni».
Di forte impatto l’intervento di don Mimmo Cartella, che ha ribadito come le parrocchie non debbano sostituirsi all’assistenzialismo, ma essere luoghi di riconoscimento dell’altro, dove il volto dei poveri diventa testimonianza viva. «La solidarietà – ha affermato – non può essere episodica. Le coperte non risolvono il problema, ma sono un segno di rispetto e dignità per chi vive situazioni di marginalità».
A suggellare l’iniziativa, il contributo musicale di Giusy Candido, che ha accompagnato il pubblico con brani di forte intensità simbolica, alternati a letture poetiche di Patrizia Pipino, Francesca Triolo e Luigi Barberio, in un dialogo tra arte, spiritualità e impegno civile.


















