La storia di Regina: l’infarto, poi un cuore arrivato dalla Calabria

La storia di Regina, un cuore arrivato dalla Calabria
La storia di Regina, un cuore arrivato dalla Calabria

Era arrivata in Europa per studiare Medicina e aveva scelto le Cinque Terre per una giornata di mare. Poi un malore, un infarto devastante e la corsa tra tre ospedali. A Torino, dopo due settimane di attesa, la notizia che poteva cambiare tutto: c’era un cuore compatibile. Arrivava dalla Calabria.

Ci sono giornate che iniziano come tutte le altre e che, nel giro di pochi minuti, cambiano per sempre.

Per Regina, 19 anni, quella giornata era cominciata con il desiderio semplice di godersi il mare delle Cinque Terre. La giovane, originaria di Monterrey, in Messico, si trovava temporaneamente in Francia per un programma Erasmus. Studentessa al primo anno di Medicina, aveva approfittato di una giornata libera per raggiungere la Liguria.

Nessuno poteva immaginare che quella sarebbe diventata una corsa contro il tempo.

Mentre era in acqua viene colpita da un malore. Regina riesce, con le poche forze che le rimangono, a tornare a riva. Ma il suo cuore ha già cominciato a cedere e le sue condizioni precipitano rapidamente.

Il primo ricovero è a La Spezia. La situazione è così grave che i medici devono ricorrere all’ECMO, il sistema di assistenza extracorporea utilizzato per sostenere le funzioni vitali quando cuore e polmoni non riescono più a farlo da soli.

Poi il trasferimento a Genova, all’ospedale San Martino. Ed è lì che arriva la diagnosi che rende ancora più drammatica quella che sembrava essere una giornata estiva come tante: Regina ha avuto un infarto devastante, provocato da una rara anomalia congenita delle arterie coronarie.

Il suo cuore è irrimediabilmente danneggiato. L’unica strada possibile è un trapianto.

La lunga attesa e quella telefonata dalla Calabria

Da Genova Regina viene trasferita alla Cardiochirurgia delle Molinette di Torino, dove viene inserita nella lista d’attesa urgente per un nuovo cuore.

Ma il tempo, in casi come questo, non è un alleato.

I medici devono trovare il modo di mantenere in vita quella ragazza di appena 19 anni mentre si aspetta un organo compatibile. L’ECMO non può essere una soluzione definitiva e così l’équipe guidata dal professor Mauro Rinaldi decide di utilizzare una pompa microassiale di ultima generazione.

È una tecnologia che permette di alleggerire il lavoro del cuore e, soprattutto, di guadagnare tempo. E quel tempo si rivela prezioso.

Regina riesce a essere svezzata dall’ECMO. Può respirare, parlare, mangiare. Può persino alzarsi e camminare. Nel frattempo, però, resta lì, in attesa della telefonata che potrebbe significare una seconda possibilità.

Passano circa due settimane. Poi il telefono squilla. C’è un cuore compatibile. E quel cuore è stato donato in Calabria.

È una frase breve, ma dietro ci sono una vita che può ricominciare, una famiglia che può tornare a sperare e il lavoro di tante persone che, in quelle ore, si mettono in movimento.

Un’équipe parte da Torino per raggiungere la Calabria e procedere al prelievo dell’organo. A Torino, intanto, tutto viene preparato per il trapianto.

Otto ore in sala operatoria, poi il cuore ricomincia a battere

L’intervento dura circa otto ore. Il professor Mauro Rinaldi opera insieme ai professori Massimo Boffini e Antonino Loforte, con l’anestesista Alberto Orsello.

Sono ore delicate, ma alla fine arriva il momento che tutti aspettano.

Il nuovo cuore viene impiantato nel torace di Regina e comincia a battere immediatamente.

«Vedere battere il cuore nuovo nel torace della giovane paziente significava restituirle la vita», ha raccontato Rinaldi, sottolineando l’emozione particolare di un intervento che ha permesso di ridare una speranza a una ragazza lontana migliaia di chilometri dalla propria famiglia.

Da quel momento comincia un’altra attesa, questa volta diversa. Il decorso postoperatorio procede regolarmente e, dopo appena tre settimane, Regina può lasciare la Cardiochirurgia.

A un mese da quel giorno alle Cinque Terre, la giovane è pronta a tornare in Messico.

Tornerà a Monterrey con una storia che probabilmente porterà con sé per tutta la vita. Quella di un viaggio iniziato per studiare Medicina e finito con una battaglia per sopravvivere. Quella di tre ospedali, di medici e tecnologie che hanno permesso di guadagnare tempo quando il tempo sembrava non esserci più.

E soprattutto quella di un cuore arrivato dalla Calabria.

Un cuore donato da qualcuno che non conoscerà mai, ma grazie al quale Regina potrà tornare dalla sua famiglia, riprendere gli studi e guardare nuovamente al futuro.

È questa, forse, la parte più bella della sua storia: in un’estate che avrebbe potuto essere l’ultima, la vita ha trovato un modo per ricominciare. E per farlo ha attraversato l’Italia, dalla Calabria fino a Torino.

ARTICOLO DISPONIBILE ANCHE SU DAILY CALABRIA: Regina’s story: the heart attack, then a new heart from Calabria