Armi e narcotraffico nel Crotonese: l’arsenale dei Gualtieri

Polizia Crotone
Polizia Crotone

L’inchiesta “Last Minute” della Dda di Catanzaro, con la collaborazione della Squadra Mobile di Crotone, smaschera un gruppo criminale attivo a Isola Capo Rizzuto e comuni limitrofi, che finanzia lo spaccio di droga vendendo armi e gestendo depositi occultati, con dieci arresti e ventidue indagati

Un’organizzazione criminale solida e armata, capace di finanziare il narcotraffico anche attraverso la cessione di armi a terzi: emerge così l’operazione “Last Minute”, condotta dalla Squadra Mobile di Crotone sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro. L’indagine ha portato all’arresto di dieci persone, con ventidue indagati, svelando una rete che operava tra Isola Capo Rizzuto (KR) e comuni limitrofi, gestendo cocaina, marijuana e hashish e mantenendo un vero e proprio arsenale a supporto dei traffici illeciti.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il sodalizio guidato dai fratelli Raffaele e Paolo Gualtieri non si limitava a controllare le piazze di spaccio: le armi rappresentavano un asset finanziario aggiuntivo, spesso stoccate in abitazioni sicure e veicoli dedicati, pronte per essere monetizzate o impiegate a difesa dei carichi di droga. Dalle intercettazioni emerge la gestione sistematica dei proventi e delle armi, con dialoghi in cui Raffaele Gualtieri propone la vendita di pistole, tra cui una 7.65 Parabellum, un automatico, una 357 e una 9 corta, confermando: «Ho venduto un automatico, una 357, una 9 corta, me li volevo togliere tutte queste».

Le conversazioni intercettate mostrano la naturalezza con cui gli indagati combinavano spaccio, denaro e armi, mentre i sistemi di occultamento e trasporto permettevano all’organizzazione di sopravvivere «a prescindere dalle vicende giudiziarie», secondo gli inquirenti. L’operazione evidenzia non solo la pericolosità del gruppo, ma anche il ruolo delle armi come leva economica e strategica nel narcotraffico locale.