Carabinieri fermano rete di sfruttamento, quasi mille clienti identificati, sette arresti e tre ricercati
REGGIO CALABRIA, 20 LUG 2019 – Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Locri, in collaborazione con i comandi territoriali su tutto il territorio nazionale, hanno eseguito una serie di ordinanze cautelari emesse dal Tribunale di Locri su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’operazione ha posto fine a una rete criminale dedita allo sfruttamento di ragazze indifese costrette a prostituirsi, spesso sotto minacce di morte e violenze fisiche.
Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore titolare del fascicolo e condotte dai militari della Stazione di Siderno, hanno rivelato un sistema ben organizzato di “case di incontri” gestite da diversi soggetti, sia sul territorio calabrese che nel centro di Milano.
Gli arresti e le accuse
Sette persone sono state arrestate: tre saranno trattenute in carcere, mentre quattro sono agli arresti domiciliari. Si tratta di:
- Salvatore Buttiglieri, 69 anni, residente a Grotteria (RC);
- Najia Karfi, 51 anni, detta “Angela”, residente a Siderno;
- Antonio Leone, 56 anni, residente a Zumpano (CS);
- Saloua Nadir, 37 anni, residente a Siderno ma domiciliata a Vicenza;
- Giovanni Alessi, 48 anni, residente a Siderno;
- Giuseppe Reale, 75 anni, residente a Siderno;
- Felicia Veras Reyes, 45 anni, residente a Caulonia.
Tre indagate, destinatarie di misura cautelare in carcere, sono attualmente irreperibili e ricercate sia in Italia sia all’estero. Tutti gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di concorso nel reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Come operava la rete
Le indagini hanno ricostruito dettagliatamente il ruolo dei principali indagati:
- Saloua Nadir, con la complicità di una delle ricercate, gestiva un appartamento a Siderno e uno a Milano, ospitando e organizzando incontri per diverse prostitute.
- Antonio Leone e due delle ricercate gestivano appartamenti a Siderno e Rende, di proprietà di Giuseppe Reale, consapevole dell’attività illecita.
- Najia Karfi, oltre a prostituirsi, organizzava incontri a pagamento per altre ragazze, fornendo appartamenti in cambio di denaro.
- Felicia Veras Reyes gestiva incontri a favore di conoscenti in assenza da Siderno, collaborando con Buttiglieri, che affittava il proprio appartamento a prostitute dietro compenso giornaliero.
L’inchiesta ha accertato quasi mille clienti in due anni, con compensi variabili dai 50 ai 200 euro a prestazione. La domanda era così alta da creare code davanti agli appartamenti, tre dei quali, ubicati in zone centrali di Siderno, sono stati sequestrati.
Conseguenze e prossimi sviluppi
Al termine delle operazioni, gli arrestati sono stati condotti nelle Case Circondariali di Reggio Calabria, Locri e Vicenza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’indagine prosegue, con la caccia alle tre donne ancora latitanti.
Questa operazione rappresenta un passo significativo nella lotta contro lo sfruttamento della prostituzione in Calabria e nel Nord Italia, dimostrando come la collaborazione tra forze dell’ordine e magistratura possa colpire reti criminali strutturate e proteggere le vittime più vulnerabili.

















