Cesare Battisti catturato in Bolivia: il latitante torna in Italia dopo quasi 40 anni
Si è conclusa in Bolivia la lunga fuga di Cesare Battisti. L’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato all’ergastolo per quattro omicidi commessi alla fine degli anni Settanta, è stato arrestato a Santa Cruz de la Sierra mentre camminava in strada, travestito con barba e baffi finti. Secondo le autorità, si trovava in territorio boliviano da diversi giorni, dopo essere scomparso in Brasile nel dicembre precedente, quando nei suoi confronti era stato emesso un ordine di cattura.
A bloccarlo è stata una squadra speciale dell’Interpol, con la collaborazione di agenti italiani dell’Aise e della Polizia di Stato. Battisti, che nel 1981 era evaso dal carcere di Frosinone, non ha opposto resistenza e ha risposto agli agenti in portoghese.
L’Italia prepara il rientro del detenuto
Nel tardo pomeriggio di ieri un aereo del governo italiano è atterrato in Bolivia, pronto a rimpatriare il latitante. Le autorità boliviane, dopo aver disposto un decreto di espulsione, hanno accettato la richiesta italiana di consegnarlo direttamente a Roma per motivi di sicurezza e in base agli accordi bilaterali. L’arrivo in Italia è atteso nelle prossime ore all’aeroporto di Ciampino.
Il premier Giuseppe Conte ha ringraziato pubblicamente i governi boliviano e brasiliano per la collaborazione internazionale che ha permesso la cattura: «Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore. Si chiude così una lunga vicenda che il nostro Paese attendeva da anni», ha dichiarato, sottolineando come il risultato rappresenti una risposta attesa dalle famiglie delle vittime.
La soddisfazione delle istituzioni
Numerosi i commenti politici all’operazione. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il vicepremier Matteo Salvini hanno espresso soddisfazione per l’arresto, ribadendo che Battisti sconterà l’ergastolo previsto dalla sentenza definitiva. «Lo aspetto a Ciampino, sono commosso», ha affermato Salvini.
Soddisfazione anche da parte della Fondazione Astrea. Il presidente Manlio Caruso ha ricordato il lungo cammino verso la giustizia per le vittime: il maresciallo Antonio Santoro, il gioielliere Pierluigi Torregiani, il macellaio Lino Sabbadin e l’agente della Digos Andrea Campagna. «Dopo oltre 38 anni di latitanza, i familiari potranno finalmente vedere riconosciuto un diritto fondamentale: la verità e la giustizia», ha commentato.
Con l’imminente arrivo in Italia, si chiude un capitolo decennale di latitanza: Battisti dovrà ora affrontare la pena a cui è stato condannato, ponendo fine a una vicenda che ha segnato la storia giudiziaria e politica del nostro Paese.















