Crotone, confisca definitiva da oltre 7 milioni di euro a professionista ritenuto vicino alla ‘ndrangheta di Cutro
Beni per un valore superiore a 7 milioni di euro sono stati definitivamente confiscati dalla Guardia di Finanza di Crotone nei confronti di un professionista ritenuto contiguo alla cosca di Cutro. Il provvedimento, eseguito in Calabria, Emilia-Romagna e Lazio, dà attuazione a una sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, divenuta irrevocabile dopo la pronuncia della Corte di Cassazione.
L’operazione rappresenta l’epilogo di un articolato percorso investigativo che aveva già portato, nel settembre 2024, al sequestro preventivo del patrimonio disposto dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Le indagini affondano le radici nell’operazione “Thomas”, condotta nel 2020 e coordinata dall’attuale procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il professionista avrebbe svolto il ruolo di terminale economico della cosca, consentendo al clan di acquisire e mantenere il controllo di diverse strutture ricettive situate lungo la costa ionica crotonese.
L’uomo è stato inoltre condannato in via definitiva a 7 anni e 4 mesi di reclusione con una sentenza della Corte di Cassazione emessa nel giugno 2025.
L’attività investigativa, sviluppata nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali previste dal Codice Antimafia, ha consentito di ricostruire il patrimonio riconducibile, direttamente e indirettamente, al professionista. Gli investigatori hanno evidenziato come i beni fossero stati accumulati grazie a proventi ritenuti illeciti e risultassero comunque ingiustificatamente sproporzionati rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati.
Nel dettaglio, il provvedimento di confisca ha riguardato beni mobili e immobili, aziende, quote societarie, ditte individuali, conti correnti, rapporti bancari e assicurativi, per un valore complessivo superiore ai 7 milioni di euro.
La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione confermi il costante impegno nel contrasto economico-finanziario alle organizzazioni mafiose, con l’obiettivo di impedire l’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto imprenditoriale e di tutelare le imprese sane da tentativi di condizionamento e controllo da parte delle cosche.

















