Calabria, aggressione durante l’inchiesta di Striscia la Notizia sulla pesca abusiva

Calabria, aggressione durante l’inchiesta di Striscia la Notizia sulla pesca abusiva
Calabria, aggressione durante l’inchiesta di Striscia la Notizia sulla pesca abusiva

L’inchiesta sul “bianchetto” a Cirò Marina documenta il traffico illegale di novellame di sarda. Le immagini andranno in onda giovedì 5 febbraio

Un episodio di violenza senza precedenti ha segnato l’ultima inchiesta di Striscia la Notizia: un cameraman della trasmissione è stato scaraventato in mare mentre documentava la pesca illegale di novellame di sarda, noto anche come “bianchetto”, lungo il lungomare di Cirò Marina (Crotone). Il fatto sarà trasmesso giovedì 5 febbraio nel corso del tg satirico, suscitando forte indignazione a livello nazionale.

L’inviato Michele Macrì, insieme alla sua troupe, stava realizzando un servizio su un’attività illecita che, secondo le stime, muove milioni di euro e sta compromettendo in maniera grave l’equilibrio dell’ecosistema marino. Il traffico di bianchetto è alimentato da pescherecci fuorilegge che operano di notte e nelle prime ore del mattino, utilizzando reti a strascico vietate, da mercati ittici paralleli e da venditori porta a porta. Non mancano ristoratori compiacenti, mentre il prodotto illegale arriva persino nelle grandi catene della distribuzione.

Secondo quanto ricostruito, la troupe di Striscia si è recata al porto di Cirò Marina per chiedere chiarimenti ai pescatori coinvolti. Subito dopo, gli operatori sono stati circondati e aggrediti. In un momento di violenza inaudita, uno dei cameraman è stato preso e scaraventato in acqua insieme a tutta l’attrezzatura professionale. Le immagini dell’aggressione, definite “choc” dalla redazione, documentano la gravità dell’episodio.

Questo episodio mette nuovamente in luce il rischio concreto che corrono giornalisti e operatori dei media quando affrontano fenomeni di illegalità diffusa e organizzata. L’inchiesta di Striscia, oltre a denunciare il danno ambientale, richiama l’attenzione sull’intreccio tra economia illegale e interessi locali, che spesso sfocia in intimidazioni e violenze dirette.

La trasmissione, fedele alla sua linea investigativa, continuerà a seguire il caso, mostrando al pubblico la realtà nascosta dietro la pesca abusiva e chiedendo un intervento più incisivo delle autorità. La vicenda di Cirò Marina rappresenta un monito sulla necessità di tutelare chi lavora per informare i cittadini, anche a costo di rischi personali molto elevati.