Viadotto Cannavino, ANAS conclude la prima fase dei lavori: intervento innovativo e monitoraggio costante
CELICO (CS), 28 OTT 2017 – Il Viadotto Cannavino, costruito all’inizio degli anni ‘70 con un sistema strutturale a lunghe travi a sbalzo precompresse, rappresentava per l’epoca una soluzione piuttosto ardita, che comportava notevoli difficoltà realizzative. Questa particolarità ha determinato fin da subito, e nel tempo, cedimenti e avvallamenti in corrispondenza dei giunti principali, anche a causa del fenomeno noto come fluage, ossia le deformazioni viscose del calcestruzzo.
Come tutte le opere stradali storiche, il viadotto richiede sia interventi di manutenzione straordinaria, per garantirne la funzionalità — come quelli della prima fase appena completata — sia interventi di miglioramento strutturale e sismico, finalizzati ad allungarne la vita utile, attualmente in fase di progettazione. Entrambe le fasi sono state illustrate pubblicamente in incontri istituzionali presso la Prefettura di Cosenza e in un apposito incontro aperto alla cittadinanza lo scorso marzo, presso la sede della Comunità Montana locale.
Dal 2006, ANAS ha attivato un sistema di monitoraggio completo dell’opera, comprendente rilevazioni topografiche, strumentali e interferometriche, al fine di verificare costantemente il comportamento del viadotto e intervenire prontamente in caso di movimenti o cedimenti anomali.
Le numerose indagini eseguite nel tempo — dalle prove di carico, ai controlli sui materiali, fino alle verifiche sullo stato tensionale e sull’ossidazione dei cavi di precompressione — hanno permesso di raccogliere dati preziosi, condivisi pubblicamente e discussi in coordinamento con la Protezione Civile Regionale e l’Università di Cosenza. Attualmente è in corso anche una campagna geognostica sul terreno di fondazione delle pile, i cui risultati saranno resi immediatamente disponibili al pubblico.
Sulla base di tutti questi dati, i consulenti scientifici ANAS hanno fornito nel tempo pareri positivi sulla sicurezza strutturale dell’opera, sempre condivisi durante i numerosi incontri presso la Prefettura di Cosenza, con la partecipazione di tutti i rappresentanti istituzionali, compresa la Regione Calabria.
Durante la prima fase dei lavori, è stato possibile ridurre gli avvallamenti esistenti grazie all’introduzione di due piastre ortotrope in acciaio in corrispondenza dei giunti principali e alla modifica del profilo della pavimentazione, mediante l’impiego di uno speciale bitume, utilizzato per la prima volta in Calabria.
La formazione di piccole buche nei primi giorni di apertura, prontamente riparate, è legata proprio alla particolare natura del materiale impiegato, che ANAS continuerà a monitorare per garantire la massima qualità dell’intervento nel rispetto delle previsioni progettuali.
Durante i lavori, si è verificato un rallentamento dovuto all’ossidazione dei cavi di precompressione esistenti, che ha richiesto approfondite indagini per accertare l’assenza di problemi strutturali, con conseguente prolungamento dei tempi di esecuzione.
Per ridurre i disagi derivanti dalla chiusura totale del viadotto, ANAS ha investito circa 250.000 euro per migliorare le viabilità alternative, consentendo la riapertura della ex SS 107, essenziale per alleggerire i tempi di percorrenza e limitare i disagi per cittadini e attività commerciali. L’ente ha così cercato di bilanciare con massimo impegno e serietà le esigenze di sicurezza stradale con quelle della piena fruibilità di un’infrastruttura strategica per il territorio.

















