Picchiato perché chiedeva il salario: due arresti nel Cosentino

Carabinieri Corigliano Rossano
Carabinieri Corigliano Rossano

Caporalato a Corigliano-Rossano: in carcere due cittadini marocchini

CORIGLIANO ROSSANO (CS), 11 NOV 2025 – Una nuova operazione contro il caporalato e lo sfruttamento della manodopera straniera è stata messa a segno nel territorio cosentino. Due uomini, rispettivamente di 39 e 24 anni, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto con l’accusa di estorsione e sfruttamento del lavoro irregolare di connazionali.

Il provvedimento è scattato durante un servizio straordinario dei carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano, supportati dai colleghi delle compagnie di Cassano allo Ionio e San Marco Argentano, e coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di contrasto al favoreggiamento della permanenza clandestina di stranieri sul territorio italiano, con particolare attenzione all’intermediazione illecita e allo sfruttamento della forza lavoro.

Nel corso dei controlli, concentrati soprattutto nella frazione di Schiavonea, i militari dell’Arma hanno ricostruito un quadro inquietante: i due fermati avrebbero gestito una sorta di “selezione” tra i migranti presenti in zona, decidendo chi dovesse lavorare, in quali aziende e soprattutto a quali condizioni economiche. Secondo gli investigatori, le regole venivano imposte ricorrendo a minacce e violenze fisiche, creando un clima di assoggettamento e paura.

Un episodio in particolare ha permesso di delineare l’impianto accusatorio: uno dei migranti, dopo aver richiesto il pagamento delle giornate di lavoro svolte – circa 2.000 euro – sarebbe stato aggredito e minacciato dai due connazionali. La vittima, ferita, si è poi rivolta al pronto soccorso dell’ospedale di Corigliano per ricevere le cure necessarie. Le indagini hanno successivamente accertato che nei confronti del lavoratore era stato avviato un vero e proprio meccanismo estorsivo.

Terminate le formalità di rito, i due cittadini di nazionalità marocchina sono stati trasferiti nel carcere di Castrovillari, dove resteranno a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’inchiesta resta aperta: gli investigatori stanno verificando l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti e valutando l’esistenza di una rete più ampia legata al caporalato nella Piana di Sibari.