Davide Ferrerio in coma da tre anni. I giudici confermano: “La mandante resta in carcere”
La Corte d’Appello di Catanzaro ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Anna Perugino, la donna ritenuta la mandante della spedizione punitiva che l’11 agosto 2022 portò al massacro del giovane bolognese Davide Ferrerio, oggi in coma irreversibile da tre anni. Perugino era già stata condannata a 12 anni di reclusione per concorso in tentato omicidio, mentre il suo compagno, Andrej Gaju, ha ricevuto una condanna a cinque anni. La vicenda, nata da un tragico scambio di persona durante la permanenza di Davide a Crotone, continua a scuotere l’opinione pubblica e a lacerare la famiglia del ragazzo.
Alla notizia della richiesta di scarcerazione, i genitori di Davide si erano detti “sotto choc”, definendo l’iniziativa “raccapricciante e assurda”. Per loro, Perugino rappresenta ancora oggi un pericolo concreto. “Quella donna è socialmente pericolosa – avevano dichiarato Massimiliano e Giusy Ferrerio –. In tutto questo tempo non ha mai mostrato pentimento, né ha mai pronunciato una sola parola di scuse“.
I giudici hanno condiviso questa linea, rilevando come non vi sia alcun elemento che possa giustificare una revisione del giudizio di pericolosità sociale espresso in precedenza. La Corte ha dunque confermato la custodia cautelare in carcere, ritenendola pienamente proporzionata alla gravità della condanna a dodici anni.
Il caso è ora atteso al vaglio della Cassazione, ultimo passaggio di un percorso giudiziario che continua a svolgersi mentre la famiglia Ferrerio affronta un dolore senza fine. Per i genitori, la conferma della misura detentiva è un segnale importante: “Non stiamo chiedendo vendetta – ripetono da mesi –. Stiamo chiedendo solo giustizia per nostro figlio.”


















