Da Catanzaro a Reggio Calabria: Bombardieri lascia una Procura trasformata
Con una cerimonia intensa e carica di emozione, il dott. Giovanni Bombardieri ha salutato il Distretto giudiziario di Catanzaro prima di assumere ufficialmente l’incarico di Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria. Un momento di commozione e riconoscenza verso un ufficio che, come lui stesso ha sottolineato, negli ultimi anni ha vissuto una profonda trasformazione.
«Le emozioni oggi sono tante – ha dichiarato il magistrato davanti alle telecamere – perché in questi anni a Catanzaro abbiamo fatto davvero tanto». Bombardieri ha ricordato l’evoluzione strutturale e organizzativa della Procura, passata «da 18 sostituti a 24, più 3 procuratori aggiunti, e da 6 sostituti della Direzione distrettuale antimafia agli attuali 12». Numeri che descrivono un ufficio ormai in grado, secondo il magistrato, «di affrontare il lavoro in maniera completamente diversa, più efficace e più moderna».
Ripercorrendo il cammino compiuto, Bombardieri ha voluto riconoscere il ruolo dei Procuratori che lo hanno preceduto: Giuseppe Lombardo, Vincenzo Borrelli e, soprattutto, Nicola Gratteri, che – ha sottolineato – «è riuscito a trasformare questo ufficio in una vera macchina da guerra». Una struttura giudiziaria capace di reagire con rapidità ed efficienza alle sfide poste dalla criminalità organizzata e ai fenomeni criminali ordinari.
«Quella di Catanzaro – ha aggiunto – è una Procura che può affrontare qualsiasi situazione. Ha una capacità di approccio ai fenomeni criminali davvero elevata, grazie a magistrati preparatissimi e a tanti giovani motivati che hanno scelto questo ufficio perché credono nel progetto di rinnovamento». Un patrimonio professionale e umano che Bombardieri dice di lasciare con fatica: «Sono tante le emozioni, e lasciare un ufficio così non è semplice».
Alla cerimonia di saluto erano presenti numerose autorità del mondo giudiziario e forense: il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Domenico Introcaso, il Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, il Procuratore generale Otello Lupacchini, i procuratori aggiunti Vincenzo Capomolla e Vincenzo Luberto, il presidente del Tribunale Gianfranco Vetrone, l’Avvocato generale Beniamino Calabrese, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Giuseppe Iannello e il presidente delle Camere Penali Giuseppe Carvelli.
Un saluto corale e sentito per un magistrato che ha contribuito a scrivere una pagina importante della giustizia calabrese.
















